Detenuto dà fuoco al materasso in carcere, un agente sventa il peggio e inala fumi tossici

Episodio avvenuto nel pomeriggio di mercoledì, i sindacati: "Serve più sicurezza"

Brucia un materasso per protesta e causando un incendio e costringendo un agente della Polizia penitenziaria a ricorrere alle cure dei sanitari per aver inalato dei fumi tossici. E’ successo nel carcere di Terni, a vocabolo Sabbione, nel pomeriggio del 23 aprile 2025. Il gesto è stato commesso da un detenuto, che si trova in carcere per reati dovuti alla droga e che si era reso già responsabile anche di azioni di violenza contro altri detenuti. L’uomo doveva essere trasferito in un’altra cella e non voleva. Allora, per protesta, ha dato fuoco al materasso del suo letto e ad alcuni suppellettili. Il poliziotto addetto alla vigilaza ha dovuto subito chiamare la sorveglianza generale.

“EROICO”. L’intervento è stato tempestivo e l’incendio, all’interno della cella dove si trovava il detenuto, è stato domato. Ma il poliziotto che poi è ricorso alle cure dei sanitari (che gli hanno dato sette giorni di prognosi) ha comunque inalato il fumo scuro che ha reso l’aria irrespirabile. Il suo intervento ha permesso di evitare che la sotuazione peggiorasse e anche di mettere in salvo gli altri detenuti. Il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria definisce il gesto di questo agente come “eroico“. Dice, su questo, il responsabile del sindacato, Fabrizio Bonino: “Mi auguro ch venga segnalato all’apposita commissione ministeriale perché gli venga conferito un giusto riconoscimento“. Presa di posizione nei confronti di quanto avvenuto anche a parte di Bruno Capece, segretario generale dello stesso sindacato: “Basta, con queste barbare violenze e basta con queste situazioni gravi di rischio. Rivendichiamo tutele e garanzie funzionali, nuovi strumenti che migliorino il servizio della Polizia penitenziaria, con bodycam e dotando la Polizia penitenziaria di un taser. Servono nuovi protocolli operativi e soprattutto legali. Le autorità amministrative e politiche non si sottraggano alle loro precise responsabilità per assicurare a Terni dignità e sicurezza a chi nel carcere lavora ed è detenuto“.

Redazione

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Francesca Coppola
1 anno fa

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