“Spoleto, Terni e Valnerina insieme: ecco i benefici politici, economici e turistici”

Parla Micheal Surace, il portavoce della Federazione Umbria Sud e del costituendo comitato referendario per l'annessione di Spoleto alla provincia di Terni: "Territori simili da sempre, le tracce dell'unione sono nella storia. Perugia ci ignora e Foligno ci ha depredato. Pronti a collaborare con tutti i partiti che ci stanno"

Ricostruire la provincia del Nera: un bacino da 308.000 abitanti che riequilibrerebbe l’Umbria e potrebbe portare sviluppo economico sia al ternano, sempre più in crisi che al territorio della Valnerina. La sfida della Federazione Umbria Sud è partita, grazie alla modifica del regolamento comunale spoletino che adesso consente di raccogliere le firme per un referendum consultivo. Obiettivo: unire Terni e Spoleto in un’unica grande provincia che raccolga tutta la Valnerina, da Norcia  e Cascia fino ad Arrone.

Un’operazione che parte con la sponda a Spoleto del Movimento 5 Stelle e a Terni di Alternativa Popolare, che dell’allargamento a 300.000 abitanti della provincia di Terni ha fatto uno dei punti della campagna elettoriale: “Con Bandecchi abbiamo già parlato – dice a Terni Tomorrow  Micheal Surace, referente del comitato – ma noi non vogliamo farne una questione politica, quindi tutti i partiti sono benvenuti: qui si tratta di sviluppo del territorio e del percorso comune che possono intraprendere due territori da sempre affini. Dopo 10 anni, riusciamo finalmente a poter raccogliere le firme per chiedere agli spoletini se vogliono passare con Terni”

I passaggi sono chiari: a breve verrà formato ufficialmente il comitato referendario, che andrà a bussare alla porta del sindaco di Spoleto Andrea Sisti, per capire se questa richiesta potrà passare dai banchi del comune: “Se così non sarà, partiremo con la raccolta firme”, spiega Surace.

Non solo politica, anche sviluppo economico

“Sono 15 anni che non abbiamo un consigliere provinciale e siamo la quarta città dell’Umbria – sottolinea – abbiamo il secondo museo più visitato dell’Umbria ma non contiamo niente. Insieme potremmo poi avere Spoleto un consigliere regionale e Terni prima o poi un presidente di Regione. La Provincia non è depotenziata, semplicemente siamo stati isolati. La vicenda dell’ospedale che sotto Covid è diventato solo Covid è emblematica. Perugia per noi è matrigna”. Perchè Terni e non una maxi provincia con Foligno? “Perchè anche Foligno ci ha fatto subire la sudditanza sin dai tempi della Lorenzetti e nel tempo ci ha derubato di molti servizi – dice Surace – Inoltre la storia ci dice che abbiamo molte più affinità culturali. E poi Terni è il secondo capoluogo della regione, con esso condividiamo un passato di sviluppo economico, come l’unione fra acciaierie e miniere di Spoleto. Unendo Terni e Spoleto in una provincia unica non si farebbe altro che dare corso finalmente alla storia. E i vantaggi sarebbero per tutti: pensiamo per esempio alle due rocche Albornoz, che potrebbero essere unite in un circuito, allo sviluppo che potrebbe esserci per la centrale di Galleto”

Surace ribadisce che questa è una battaglia da combattere trasversalmente alla politica: “Se uniamo tutti i comuni, compresi Campello sul Clitunno, Vallo del Nera e perfino Cascia e Norcia che  aveva votato per passare con Terni ma il fascismo cancellò quella decisione”. I conti sono presto fatti: “La provincia Terni-Spoleto tutta insieme arriverebbe a 308.549 abitanti con Perugia che rimarrebbe a 590.000 abitanti”.

Trasversali alla politica, per crescere

La macchina è in moto: “Bandecchi ha già detto che ci darà una mano, ma contiamo sull’aiuto di tutti i partiti – spiega – Questa è una battaglia per la sopravvivenza di un territorio, non la battaglia di una o due forze politiche: senza l’aiuto di tutti non riusciremo a raccogliere le firme. Noi verremo anche a Terni perchè sono tanti i temi che possiamo affrontare insieme: penso al raddoppio della ferrovia Terni-Spoleto, per esempio, con i lavori bloccati da anni e invece è una infrastruttura strategica; o la messa in sicurezza della strada della Somma magari con una sola galleria; la Tre Valli che potrebbe sbucare ad Acquasparta e potrebbe essere una valvola per portare nel ternano i tanti romani che la transitano e da lì verso Spoleto e Valnerina, con evidenti benefici anche dal punto di vista turistico: penso alla Cascata che potrebbe essere sfruttata insieme alle realtà spoletine. Le due città quindi hanno anche interessi infrastrutturali comuni che Perugia non capisce. Per non parlare della sanità: l’ospedale di Spoleto dovrebbe unirsi a quello di Terni. Oltre al fatto che molti spoletini vengono al Liberati a tifare Ternana: anche gli ultras rossoverdi spoletini ci daranno una mano”

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
1 Comment
più nuovi
più vecchi più votati

[…] LEGGI L’INTERVISTA AL PORTAVOCE DEL COMITATO […]

Articoli correlati

Movida Sicura: 57 persone identificate e due arresti nel servizio interforze “Alto Impatto” coordinato dalla...
Il Tribunale amministrativo dell'Umbria non accoglie la richiesta cautelare dei cittadini contrari al progetto. Per...
Il Comune pubblica un avviso Art bonus per individuare mecenati e valutare proposte alternative. La...

Altre notizie