Assessore Cardinali, perché ha deciso di partecipare alla giornata conclusiva de Il Potere delle Acque?
Ho accettato con entusiasmo perché parlare di acqua, di Terni e di sviluppo significa parlare della stessa identità. La mia esperienza – dal sindacato alle istituzioni – mi ha sempre mantenuto vicino alle risorse del nostro territorio, e oggi più che mai dobbiamo tornare a valorizzarle in modo sostenibile e condiviso.
Qual è il ruolo dell’acqua in una prospettiva di sviluppo locale?
L’acqua è un bene comune. Non può più essere vista come una risorsa da sfruttare a fini esclusivamente economici, senza lasciare ricadute positive sul territorio. Serve un nuovo approccio: quello della sostenibilità e dell’economia circolare. Già oggi, il 25% delle attività italiane rientra in questo ambito, e nei prossimi anni arriveranno molte risorse pubbliche da investire. Sarà fondamentale, come enti locali, saperci organizzare e costruire sinergie forti tra pubblico e privato.
Su quali fronti si sta muovendo il Comune di Terni in relazione all’acqua?
Stiamo lavorando su più livelli. L’accordo di programma con AST è ormai vicino alla firma. Ci stiamo occupando della gestione delle concessioni idriche con ENEL, e abbiamo una volontà politica chiara: riacquisire la centrale idroelettrica nel 2029. Non si tratta solo di memoria industriale: l’idroelettrico è energia programmabile e strategica per il nostro sistema.
Quali sono i progetti strategici che vedono l’acqua come protagonista?
Tre i grandi assi progettuali:
- Il turismo e la navigabilità, con un piano per collegare la Piana di Rieti alla Cascata delle Marmore passando per il fiume Nera fino a Piediluco;
- Le acque minerali, con il rilancio delle concessioni ad Acquasparta e San Gemini, ripensando anche le terme come motore di sviluppo;
- Le Vie di Francesco, per riscoprire il fiume come elemento sacro, culturale e identitario.
Ci sono iniziative già in fase di realizzazione concreta?
Sì. Tra i progetti su cui stiamo lavorando ci sono la creazione di un campo da golf a Piediluco, un albergo nella zona Viscosa collegato via fiume, e un percorso turistico e produttivo legato alle risorse naturali. Non sono visioni astratte, ma iniziative reali su cui stiamo già investendo.
In che modo il territorio potrà beneficiare di tutto questo?
Vogliamo restituire al territorio ciò che per troppo tempo è stato trattenuto altrove. L’acqua deve tornare a essere il motore di uno sviluppo integrato: sostenibile, sociale, turistico e culturale. Solo attraverso partecipazione, ascolto e condivisione potremo dare a Terni un nuovo inizio. Un nuovo Big Bang.

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