Polemica appalti, il Movimento 5 Stelle contesta l’assegnazione delle manutenzioni cimiteriali

Presa di posizione del gruppo territoriale: "Così il Comune paralizza le imprese locali"

Non si placa la polemica sollevata da Confartigianato nei confronti del Comune di Terni sugli appalti pubblici al ribasso e che penalizzerebbero le imprese locali. Dopo i botta e risposta tra l’associazione di categoria e l’amministrazione comunale per la quale hanno replicato prima l’assessore Marco Iapadre e poi il sindaco Stefano Bandecchi, ora ci mette il carico anche il Moviento 5 Stelle, riferendosi in particolare all’appalto da 300 mila euro per la manutenzione straordinaria dei cimiteri cittadini. Un appalto aggiudicato con ribasso del 30,88% con lavori affidati a una ditta di Caserta. I rappresentanti di M5S sollevano dubbi proprio su quella procedura, appoggiando la tesi di Confartigianato sull’atteggiamento di palazzo Spada verso le imprese locali negli appalti. Con l’annuncio di un atto di indirizzo da presentare in Consiglio comunale sulle procedure di assegnazione.

I DUBBI. Il gruppo territoriale di Terni del Movimento avanza i propri dubbi. Riguardo allo specifico caso dei lavori per i cimiteri, contesta le procedure, con le quali la ditta campana l’ha spuntata sulle altre concorrenti in gara che erano imprese locali. Parla di ennesima scelta miope da parte del’amministrazione comunale. “Ha deliberatamente optato per una procedura negoziata – afferma il gruppo – con il criterio del massimo ribasso. Una scelta politica, non tecnica. Il Comune ha invitato solo cinque imprese, di cui quattro ternane e una campana, creando così in partenza le condizioni per l’esclusione automatica delle offerte anomale (dato che poi hanno partecipato solo in quattro). Risultato? L’appalto da quasi 300 mila euro è stato aggiudicato a una ditta di Caserta con un ribasso del 30,88% e le altre imprese locali non hanno potuto competere con una simile forzatura“. Un atteggiamento che, a detta del M5S, non solo penalizza e paralizza l’economia locale, ma mette a repentaglio anche la sicurezza. “A fronte di un ribasso simile – si domanda il gruppo territoriale ternano – su cosa verrà risparmiato? Su quali materiali? Su quali tutele per i lavoratori? Il Comune aveva a disposizione altre strade. Poteva ampliare il numero di ditte invitate. Poteva scegliere criteri che premiassero la qualità, la sicurezza, l’esperienza sul territorio. Ha scelto invece di imboccare la scorciatoia del massimo ribasso, aprendo la strada all’aggiudicazione più estrema, pur sapendo che con meno di cinque offerte valide, non sarebbe stato possibile escludere le offerte anomale come quella risultata vincente“. Parla anche del codice degli appalti, che “non impone il massimo ribasso, ma piuttosto l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del rapporto qualità/prezzo e promuove l’utilizzo di criteri qualitativi, di sostenibilità e di valorizzazione delle imprese radicate nel territorio“.

Redazione

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