Un incontro dal tono diretto e acceso si è svolto nella sala del Consiglio Comunale di Terni, dove il sindaco Stefano Bandecchi ha riunito gli operai incaricati della manutenzione stradale e della segnaletica urbana. Il confronto, durissimo nei toni, ha affrontato temi centrali come l’efficienza del servizio pubblico, le assenze dei dipendenti e i costi per le casse comunali.
Novello Elon Musk, Bandecchi ha emulato l’ex capo del Doge (dipartimento efficienza di Trump) e ha voluto conoscere mansioni e stipendi di ogni singolo operaio, sottolineando come il passaggio dal lavoro per aziende private all’assunzione diretta da parte del Comune abbia coinciso, secondo lui, con un aumento delle assenze e una riduzione dell’efficienza. “Siete diventati tutti principi. Quando lavoravate per il padrone non eravate malati, ora sì”, ha dichiarato, evidenziando un cambiamento radicale nel comportamento dei lavoratori.
Il sindaco ha messo in discussione anche la gestione degli orari e delle modalità di lavoro, raccontando di aver proposto turni notturni per accelerare gli interventi in città. Poi ha affondato: “Siete entrati qua perché c’è il sottoscritto, altrimenti stavate a casa. Non ho problemi a passare per str****, ma chi mi prende in giro troverà in me un nemico”.
Al centro dello scontro, le assenze giornaliere tra ferie, malattia e permessi della Legge 104: “Ogni giorno manca un terzo della squadra. Così non si portano avanti gli impegni presi con la città”, ha denunciato Bandecchi, definendo “inaccettabile” questa situazione.
Il sindaco ha poi toccato un punto personale, generando silenzio in sala: “Io oggi sono qui anche se mia madre sta morendo. Non ho preso la 104, non ho saltato il lavoro. Questo è il mio dovere”. Una frase che ha spostato il peso emotivo sul primo cittadino, che ha voluto evidenziare l’impegno personale richiesto dal ruolo pubblico.
Altro tema scottante, il costo effettivo degli operai per le finanze comunali. A fronte di 1.500 euro netti al mese, il costo reale per il Comune supererebbe il doppio, ha fatto notare Bandecchi, che ha stimato in 44mila euro il costo per ogni chilometro di strada sistemato. “Con questi numeri, rischiamo di spendere meno con gli appalti esterni”, ha affermato, lasciando intendere che l’internalizzazione del servizio potrebbe essere rivista.
Non è mancato un attacco diretto ai sindacati: “Se devo tutelare i cittadini, lo faccio da solo. Sindacati o no, nessuno vi proteggerà se continuano le assenze ingiustificate”. Il primo cittadino ha ricordato che la scelta di gestire il servizio in house era motivata dal tentativo di ridurre i costi e aumentare l’efficienza. Ma ha ammonito: “Vi controllerò uno a uno. Se serve, vi mando a casa”.
Una volta concluso il discorso, i giornalisti sono stati invitati a lasciare la sala. Il dirigente Nannurelli ha poi riunito gli operai per un confronto riservato. Tuttavia, il messaggio di Bandecchi è ormai pubblico, e promette ripercussioni sul clima interno al Comune e sui futuri rapporti con i dipendenti.
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