Prisciano, la diffida di Bandecchi: “30 giorni per risolvere i problemi o fermo le produzioni”

Il sindaco sollecita Ast, Regione, Usl e Arpa: "Ognuno si muova per le sue competenze"

Stefano Bandecchi fa sul serio. Sulla vicenda di Prisciano, il sindaco di Terni passa alle vie di fatto. Inviata una diffida ai gruppi Arvedi e Tapojarvi, ma anche alla Regione dell’Umbria, all’Arpa e all‘Usl Umbria 2. Il primo cittadino concede trenta giorni di tempo per intervenire ognuno per le proprie competenze e risolvere i problemi delle polveri inquinanti che dall’acciaieria fuoriescono e ricadono nel quartiere priscianese, altrimenti ordinerà lo stop alle produzioni dell’Acciai speciali Terni.

I RISCHI. Bandecchi cita i problemi dati dalle polveri provenienti dall’Ast sull’abitato di Prisciano, tra frammenti metallici delle lavorazioni che si depositano su case e auto, l’esposizione diretta dei cittadini a sostanze nocive e il potenziale pericolo per la salute pubblica con il rischio di malattie respiratorie o di altri disturbi di tipo cardiaco e polmonare e di tumori. Bandecchi specifica anche che questa situazione si ripetenonostante accorgimenti già imposti attraverso le disposizioni transitorie in essere nelle more della realizzazione della chiusura della rampa scorie, la cui conclusione è prevista non prima del primo semestre 2026, imponendo quindi efficaci e necessari misure contingenti transitorie, come più volte rappresentato dal Comune anche in sede di riesame Aia (ove le prescrizioni del Sindaco non venivano del tutto recepite)“.

L’ARMA DELL’ORDINANZA. Bandecchi, in sostanza, chiede a ogni soggetto diffidato di fare la propria parte. Ad Ast gruppo Arvedi chiede di provvedere immediatamente all’adozione di tutte le misure necessarie a impedire la reiterazione degli eventi segnalati interessando le ditte incaricate della gestione della scoria siderurgica Tapojarvi, alla Regione di adottare ogni atto cautelativo di sospensione delle autorizzazioni ambientali ad Ast, all’Arpa chiede di disporre con urgenza un monitoraggio continuo delle polveri e all’Usl Umbria 2 di relazionare sulla possibile incidenza sanitaria delle sostanze emesse con particolare riferimento alla popolazione residente nelle aree adiacenti e indicando al sindaco le conseguenti prescrizioni da adottare. Bandecchi chiede a tutti di intervenire e muoversi entro un mese, citando anche l’articolo 50 comma 5 del decreto 267 del 2000 che riconosce a sindaci, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, di poter emettere ordinanze contingibili e urgenti. Se entro 30 giorni dalla ricezione della presente diffida non vengano assunte misure risolutive, né fornita documentazione tecnica idonea a garantire l’eliminazione del rischio per la salute pubblica – si legge – il Comune di Terni si riserva di adottare ordinanza contingibile fino alla sospensione dell’attività produttiva inquinante, qualora ne ricorrano le condizioni“.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
1 Comment
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
1 anno fa

Naltra sparata de sto panzone
Come…..serie A in 3 anni….
Sparisci da Terni!!!!!!!!!!!!!

Articoli correlati

All’ampliamento della discarica Le Crete, arriva un secco “no” dal Consiglio comunale di Orvieto. Nella...

Fiume Nera Terni: approvata la collaborazione tra Comune e Ordine degli Architetti per un concorso...
Approvato il provvedimento autorizzativo, Ast procederà con il sistema Landfill mining...

Altre notizie