La madre di Asia rilancia: “Mia figlia è pericolosa, ma l’Umbria non ha una Rems dove accoglierla”

Francesca Basilici, madre della ventunenne con precedenti penali e problemi psichiatrici, lancia un appello: "Due mesi fa era stato certificato l'obbligo di detenzione presso queste strutture, ma non ce n'è una in tutta la regione. Che si fa?"

Torna a parlare Francesca Basilici, la madre di Asia,  la ventunenne con problemi psichiatrici e precedenti penali allontanatasi da casa dopo essere rientrata nei giorni scorsi da una prima fuga dalla Comunità Incontro,  dove si era recata volontariamente al termine di un breve periodo di detenzione. Nei giorni scorsi il rientro a casa, poi il nuovo accorato appello della madre.

“Mia figlia è invalida al 100%, ha disturbi accertati e un’alta pericolosità sociale: può fare male a sé stessa e agli altri.Ma per ora, per la legge italiana, è libera di fare ciò che vuole”.

Francesca Basilici solleva un problema del quale Terni Tomorrow parla da tempo ma al quale le istituzioni preposte sembrano sorde: l’assenza – non a Terni, ma in tutta l’Umbria – di una Rems. Le Rems, acronimo di Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, sono strutture dove vengono reclusi i detenuti pericolosi con problemi psichiatrici, che per esempio, nel carcere di Terni sono quasi un terzo della popolazione residente e sono quelli che generalmente creano maggiori problemi di gestione, provocando risse e incendi.

“Due mesi fa – spiega la madre della ventenne – il tribunale di Sorveglianza di Spoleto ha emesso un ‘obbligo di Rems’ ma i posti femminili in questo tipo di strutture sono cento in tutta Italia. Finché non ci sarà un posto disponibile per lei, possiamo anche crepare. Da quando è stata ritrovata, non ho fatto altro che correre dietro a mia figlia continuando a scongiurare il peggio. Per ovvi motivi, non è in grado di capire la gravità della sua salute”.
Ora la giovane è di nuovo sparita. “Non ci sono strutture per mia figlia – dice la madre -, non ci sono sostegni per le famiglie. Ora rientrerà? Dovrò fare un’altra denuncia a vuoto?”.

Alcuni mesi fa su questo punto, il Procuratore di Perugia Sergio Sottani, in un incontro con gli omologhi Andrea Claudiani (Terni) e Claudio Cicchella (Spoleto) , i comandanti della Polizia Penitenziaria ed i vertici dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Perugia e la Regione, aveva espresso la necessità della realizzazione di una struttura in Umbra, fra le poche regioni a non avere nemmeno una Rems. Ma la decisione su questo fronte spetta al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, quindi al Ministero della Giustizia. Il caso di Asia dovebbe essere di monito. Ma se non bastano nemmeno 46 suicidi in carcere in 7 mesi in tutta Italia per parlare di emergenza sicurezza (in un comunicato in risposta proprio al Dap e ai garanti regionali, Nordio negò appunto il problema), è difficile pensare che si possa realizzare una struttura del genere.

Non resta che sperare nel ripristino, che dovrebbe arrivare entro l’anno del provveditorato regionale Umbria-Marche, deliberato ufficialmente dal ministero nei mesi scorsi- un provvedimento che riporterà la gestione delle carceri umbre a Perugia. Dovrebbe servire, se non altro, a fermare lo “scarico” dei detenuti socialmente pericolosi dalla Toscana negli istituti di pena della regione, che ha aggravato il quadro delle quattro strutture umbre.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
1 Comment
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
1 anno fa

Non ci sono parole……

Articoli correlati

Interventi programmati tra Fabro e Chiusi-Chianciano Terme e alla stazione di Attigliano: previste modifiche alla...
In carcere un giovane nordafricano, pendeva su di lui il provvedimento emesso a Roma...
E' successo nel parco di via Martiri della Libertà, un diciottenne segnalato come assuntore...

Altre notizie