Asm punta sulla parità di genere e torna la paura per gli asterischi

"Tutt divers* ma uniche e unici come me”* è il titolo del manifesto. Insorgono i leghisti Pillon e Alessandrini: "È necessario sostenere le giovani coppie e promuovere quel sistema di vita familiare che ha reso l’Umbria grande nella storia”.

ASM Terni ha lanciato un manifesto per la parità di genere, dal titolo “Tutt divers* ma uniche e unici come me”*. “Il manifesto – sottolinea l’azienda – è il frutto di un percorso iniziato nel 2023, segnato da una serie di workshop, propedeutici alla realizzazione del documento per la parità di genere, che getterà le basi per raggiungere, oltre alle azioni messe in campo tutti i giorni, anche un riconoscimento formale, ovvero la certificazione della parità di genere. L’azienda, da sempre attenta ai valori di inclusione, ha così formalizzato l’impegno a garantire le pari opportunità, con azioni concrete, nella convinzione che un’azienda equa sia più innovativa e capace di trattenere talenti, diventando un esempio positivo per la società. Il manifesto della parità di genere è stato affisso in azienda a testimonianza del superamento totale di stereotipi e pregiudizi, verso il raggiungimento dell’inclusività per un futuro equo”

Alla presentazione  del manifesto hanno partecipato la presidente di Acea Barbara Marinali, l’assessore alle pari opportunità del Comune di Terni Viviana Altamura, l’amministratrice delegata di Asm Tiziana Buonfiglio ed il presidente Asm Gabriele Ghione.

Contro il manifesto sono insorti Simone Pillon, responsabile delle Politiche per la famiglia della Lega Umbria e già senatore, e Valeria Alessandrini, vicesegretario vicario della Lega Umbria ed ex senatrice. Entrambi accusano l’iniziativa di rappresentare una deriva ideologica scollegata dai reali bisogni dei cittadini.

“Ancora una volta l’ideologia prevale sulla realtà”, affermano congiuntamente Pillon e Alessandrini. “Si usano asterischi, si impongono bandiere arcobaleno per sostenere fantomatiche battaglie ideologiche, quando i problemi dei ternani sono ben altri”.

Secondo i due esponenti del Carroccio, le priorità della comunità umbra sarebbero ben diverse rispetto alla comunicazione inclusiva e ai simboli LGBT+, a partire dal sostegno concreto alle famiglie. “La famiglia umbra è in difficoltà, abbiamo un tasso di natalità molto basso”, sottolineano. “È necessario sostenere le giovani coppie e promuovere quel sistema di vita familiare che ha reso l’Umbria grande nella storia”.

“No a ideologie che danneggiano i più fragili”

Nel mirino dei due politici non solo il linguaggio utilizzato nel manifesto – caratterizzato da simboli inclusivi come l’asterisco e lo schwa – ma anche l’impiego di fondi pubblici per la promozione di questi messaggi. “Esprimiamo il nostro disappunto per questo modo di fare ideologico e per l’impiego di risorse pubbliche in tal senso”, dichiarano, annunciando verifiche sulla destinazione dei fondi. “Verificheremo se e quanti soldi dei cittadini siano stati destinati a questo scopo”.

La posizione espressa è netta anche su altri temi legati all’identità di genere e alla genitorialità. “Diciamo un grande ‘no’ a quelle ideologie dannose che generano conseguenze gravi: bambini accompagnati alla transizione di genere, indotti ad assumere farmaci in tenerissima età, fino ad arrivare alla pratica dell’utero in affitto”, denunciano, collegando questi fenomeni a “derive sociali drammatiche che scaricano tutta la loro violenza sui più piccoli e sui più fragili”.

“Servono servizi, non simboli”

La critica si estende alla gestione delle risorse e delle priorità amministrative. “Purtroppo, anziché utilizzare risorse pubbliche per rendere servizi ai cittadini e costruire una città a misura di famiglia”, concludono Pillon e Alessandrini, “si preferisce inseguire ideologie vuote e inutili”.

I due dirigenti della Lega ribadiscono tuttavia il sostegno alla parità di genere intesa come uguaglianza di diritti e opportunità, ma si oppongono con decisione all’adozione di simboli e terminologie che considerano frutto di una visione ideologica e scollegata dalla realtà.

L’iniziativa di ASM Terni, concepita come una campagna per promuovere l’inclusione e il rispetto delle differenze, si ritrova così al centro di un acceso confronto culturale e politico sul significato e le modalità con cui viene oggi rappresentato il tema della parità.

Redazione

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