È stato costituito anche a Terni il comitato promotore della proposta di legge popolare finalizzata a garantire un risarcimento immediato e adeguato per le vittime di ingiusta detenzione e errori giudiziari. L’iniziativa, lanciata a livello nazionale dal Partito Radicale insieme a Beniamino Zuncheddu – simbolo di una delle più note vicende di malagiustizia in Italia – prende ora forma anche in Umbria con l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza in una campagna di raccolta firme da portare in Parlamento.
Il comitato, aperto a tutti, vede già l’adesione di numerose figure locali impegnate nel sociale e nella tutela dei diritti civili. Tra i nomi figurano Alberto Cagnoli, Filippo Formichetti, gli avvocati Bruno Ianniello e Alessandro Gentiletti, Stefano Bucari e Sandro Corsi, quest’ultimo con il ruolo di coordinatore. Corsi è noto per la sua lunga attività in difesa di una giustizia più equa e trasparente, tema condiviso da tutti i promotori dell’iniziativa.
Nei prossimi giorni saranno comunicate le date e le sedi per la raccolta pubblica delle firme, indispensabili per portare la proposta all’esame del Parlamento.
L’obiettivo centrale della proposta è quello di colmare il vuoto legislativo che lascia spesso le persone assolte o prosciolte dopo lunghi anni di processo in uno stato di totale abbandono, senza mezzi di sostentamento e con la vita privata, familiare e lavorativa irrimediabilmente compromessa. La legge mira a introdurre un sostegno economico immediato: un assegno mensile da erogare dal momento dell’assoluzione fino all’emissione della sentenza definitiva di risarcimento.
È proprio in quel periodo intermedio, spesso lungo anni, che le vittime di errori giudiziari vivono un secondo dramma: alcuni finiscono per dipendere da enti assistenziali come la Caritas, altri sono costretti a vivere in strada, mentre alcuni, privi di reti familiari o di supporto sociale, possono finire nuovamente nel circuito della criminalità.
Secondo i dati ufficiali, ogni anno si registrano circa 1000 casi di ingiusta detenzione in Italia, con un impatto economico pesantissimo per le casse dello Stato. Tuttavia, il costo più alto lo pagano le persone coinvolte, spesso dimenticate e senza voce.
Il comitato di Terni invita tutti i cittadini a partecipare, sottolineando che si tratta di un’iniziativa trasversale e civile, che punta a ripristinare il senso di giustizia per chi ha subito un errore non per colpa, ma per responsabilità del sistema giudiziario. La speranza dei promotori è che, attraverso una larga mobilitazione popolare, si possa finalmente introdurre in Italia un modello di risarcimento rapido, equo e umano, sulla scia di quanto già previsto in altri ordinamenti europei.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.