Èstata rinviata al prossimo 17 novembre l’udienza del processo d’appello bis per la strage dell’hotel Rigopiano, in corso a Perugia. L’appuntamento odierno si è concentrato sulla relazione introduttiva della giudice a latere della Corte d’appello, che ha ripercorso l’intera vicenda giudiziaria e i tragici eventi che portarono alla morte di 29 persone il 18 gennaio 2017_ fra le vittime anche il receptionist ternano Alessandro Riccetti
La prossima udienza sarà determinante: è infatti prevista la requisitoria del sostituto procuratore generale Paolo Berlucchi, che illustrerà le richieste dell’accusa. In quella sede la Corte si riserverà inoltre di valutare eventuali istanze delle parti, anche se al momento non ne sono state presentate. Già fissate altre udienze per il 20, 24 e 27 novembre e per l’1 e il 4 dicembre.
Tra le voci più significative al termine dell’udienza, quella di Gianluca Tanda, coordinatore del Comitato delle vittime di Rigopiano e fratello di Marco, una delle vittime della valanga. Parlando con l’ANSA, Tanda ha espresso una chiara richiesta di verità e giustizia, sottolineando: “La verità la sappiamo tutti. Cerchiamo giustizia“.
Particolarmente critico nei confronti della Regione Abruzzo, Tanda ha evidenziato l’assenza istituzionale nel corso del primo processo: “In questo perimetro ben delimitato sono mancate tante figure, tra le quali la Regione. Oggi sta qui – ha aggiunto – e siamo contenti”.
Il nuovo processo d’appello è stato disposto dalla Corte di Cassazione, che ha accolto i ricorsi presentati dalle parti civili contro la sentenza emessa in primo grado e confermata in parte in appello. La Suprema Corte ha ritenuto che alcune responsabilità istituzionali non siano state adeguatamente approfondite, aprendo la strada a un esame più accurato delle condotte tenute da enti e amministrazioni, tra cui proprio la Regione Abruzzo.
Vanno quindi di nuovo a processo 6dirigenti del Servizio di Protezione civile della Regione Abruzzo, in precedenza assolti. In totale, gli imputati sono 10: 6 funzionari regionali accusati di disastro colposo e 4 amministratori locali imputati per omicidio colposo e lesioni colpose, reati oggi prescri
Tanda ha rimarcato l’importanza di questo nuovo passaggio giudiziario, ribadendo come il Comitato delle vittime abbia sempre considerato la Regione un soggetto chiave nella catena delle responsabilità. “Fin dall’inizio abbiamo puntato sulla Regione – ha dichiarato – perché era la grande assente in questo processo. Ci sono voluti anni, ma finalmente la Cassazione ha disposto questo processo. Secondo noi, oggettivamente, hanno avuto delle responsabilità”.
Con la requisitoria in calendario per il 17 novembre, il procedimento si avvia verso la fase cruciale. Dopo l’intervento del procuratore generale, sarà il turno delle difese e delle parti civili, prima della decisione della Corte. L’esito di questo processo d’appello bis potrebbe ridefinire le responsabilità per una delle più gravi tragedie ambientali e amministrative della storia recente italiana.
L’avvocato che rappresenta diverse famiglie delle vittime della tragedia di Rigopiano, chiede alla Regione Abruzzo di avviare l’iter per i risarcimenti pari a 50 milioni di euro..
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