Terra sopra ai resti dell’antico convento carmelitano. Si chiude e si ricopre tutto. Nulla da fare. Non c’è stato modo di salvaguardare quei reperti, emersi nel corso degli scavi per i lavori in largo Cairoli. Da quando sono riemerse le antiche strutture del convento, si è spesso dibattuto su come salvaguardarle. Ma non è bastato. Il Comune ha deciso di andare avanti con i lavori e, nonostante petizioni promosse nei mesi scorsi, ora si sta ricoprendo tutto.
UNA PERDITA PER TUTTI. Una presa di posizione sull’argomento, arriva di nuovo dall’ ex consigliere comunale Michele Rossi, che aveva a suo tempo promosso una delle petizioni per salvaguardare quei reperti, legati all’antico convento che sorgeva nel vecchio quartiere Santa Teresa. “Nonostante ogni tentativo, ogni voce sollevata, ogni appello alla ragione e alla memoria – dice Rossi – il convento di largo Cairoli viene cancellato dalla superficie della città.Torna tutto sotto terra e, con questa scelta, si sottrae un luogo di storia, spiritualità e cultura alla comunità. Ha prevalso una pregiudizievole ignoranza, incapace di riconoscere il valore di ciò che si ha. Non è solo una sconfitta per chi ha cercato di salvarlo, ma è una perdita per tutti“. Tra l’altro, lo steso Michele Rossi sottolinea un dato di curiosità, cioè che tutto questo avviene proprio nel giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Teresa d’Avila, alla quale era dedicato il convento.
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