Festività infrasettimanali non pagate ai dipendenti: ospedale di Terni condannato

Sentenza storica per i lavoratori turnisti: il Comune di Terni dovrà pagare le indennità di turno e straordinario per i giorni festivi infrasettimanali

Una storica vittoria per i lavoratori del comparto sanità pubblica di Terni arriva dal Tribunale del lavoro che ha finalmente riconosciuto il diritto a percepire le maggiorazioni retributive per l’attività lavorativa svolta nei giorni festivi infrasettimanali. La sentenza riguarda i lavoratori turnisti, tra cui operatori socio sanitari e infermieri, che per anni non avevano ricevuto le indennità previste dal contratto nazionale di lavoro per il lavoro straordinario e il recupero del giorno di riposo, come stabilito dalla Cassazione nel 2021.

L’iniziativa è partita dai ricorsi pilota presentati dai delegati USB Umbria, che da tempo sollevavano la questione delle indennità di turno festivo non corrisposte dall’azienda ospedaliera di Terni, nonostante l’obbligo normativo. Il Tribunale di Terni, con la sentenza del 2 dicembre scorso, ha dato ragione ai ricorrenti, riconoscendo la validità delle richieste e confermando che i lavoratori devono ricevere sia l’indennità festiva che la maggiorazione straordinaria per le ore lavorate nei giorni festivi, secondo quanto stabilito dal contratto nazionale.

Il risultato è stato ottenuto grazie all’impegno di due nuovi delegati RSU, un operatore socio sanitario e un infermiere, entrambi dipendenti dell’azienda ospedaliera, che sono riusciti a ottenere un risarcimento di circa cinquemila euro a persona per gli arretrati relativi ai cinque anni precedenti.

Ettore Magrini, rappresentante di USB Umbria, ha sottolineato l’importanza della sentenza, affermando che «tutti i lavoratori della sanità pubblica umbra, anche turnisti, grazie a questa decisione, avranno ora diritto a essere retribuiti con la maggiorazione del lavoro straordinario festivo, oltre al pagamento dell’indennità festiva, o a godere del riposo compensativo». Un passo importante che riguarda anche il diritto di turno per tutti coloro che prestano attività in giorni festivi, ribadito dal giudice.

La sentenza, secondo USB, rappresenta un “varco enorme” per i lavoratori della sanità pubblica in Umbria, aprendo la strada alla definizione di accordi più chiari e giusti su temi come tempo divisa, diritto mensa e altri aspetti cruciali per i lavoratori. In questo contesto, USB si interroga sul “sperpero di denaro pubblico”, visto che la questione avrebbe potuto essere risolta in modo più tempestivo senza l’impiego di migliaia di euro in spese legali.

Oltre a questo, USB ha sollevato un altro problema, quello relativo all’indennità di pronto soccorso per il personale dei pronto soccorso umbri, che ancora non ha visto l’adeguamento dell’indennità stabilita dalla Regione Umbria nel luglio 2025. Nonostante la delibera regionale che ha stanziato i fondi per il periodo 2023-2024, i dipendenti del comparto non hanno ancora ricevuto gli incrementi né gli arretrati attesi da tempo. USB ha chiesto alla Regione di fare chiarezza su quando avverranno gli adeguamenti e di assegnare gli arretrati ai dipendenti aventi diritto.

«È inaccettabile che, a fronte di un impegno quotidiano e straordinario, i professionisti del pronto soccorso non vedano riconosciuto il proprio valore con un’indennità adeguata e certa», ha dichiarato Magrini, promettendo che USB continuerà a lottare per difendere i diritti dei lavoratori della sanità.

Redazione

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