Gli atti di violenza continui al pronto soccorso di Terni, condannabili e deprecabili, continuano anche a mettere in evidenza i problemi quotidiani della struttura, con l’accesso di pazienti sempre crescente e con l’aumento dei tempi di attesa, spesso lunghi anche più di una giornata. Mancano letti, mancano sedie, diminuiscono anche le barelle e tanti pazienti sono costretti ad attendere tante ore ‘parcheggiati’ lì, prima di essere presi in visita dai sanitari e poi prima di essere, se ricoverati, trasferiti nel reparto di degenza al quale vengono destinati.
Tra carenze ed escandescenze
I problemi al Pronto soccorso di Terni non accennano a diminuire, Anzi, al contrario, rischiano di aumentare ancora. Lo dicono anche i numeri degli accessi annui al reparto per emergenze e urgenze che in un anno ha fatto registrare oltre 55 mila accessi, con una prospettiva di un ulteriore incremento.. Il personale sanitario non ce la fa più e anche gli spazi e gli accessori sono sempre più inefficaci, vista l’alta affluenza di pazienti. Per molti, c’è persino difficoltà a reperire letti e barelle e a trovare una collocazione nelle aree di attesa. Pure i familiari, che attendono notizie fuori, sono costretti ad aspettare anche parecchie ore, prima di averne. In questa condizione, nella quale l’insofferenza dell’attesa si mescola alla preoccupazione per le condizioni del familiare o de congiunto, si verificano troppo spesso episodi di nervosismo e di violenza, verbale e fisica, da parte di pazienti e familiari nei confronti di medici, infermieri e addetti. Una situazione ormai insostenibile, come insostenibile è la condizione di un pronto soccorso arrivato al collasso.
“Altro, che eccellenza”
Dopo i nuovi recenti episodi di aggressione a medici e infermieri, come quello avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 dicembre che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, dopo l’intervento degli ordini dei medici di Umbria e Abruzzo per esprimere solidarietà ai sanitari aggrediti e per chiedere provvedimenti nei confronti dei responsabili, arriva anche la posizione del consigliere comunale ternano Claudio Batini, secondo il quale, accanto alla giusta solidarietà per i sanitari aggrediti e accanto alla condanna degli atti di violenza, bisogna anche cominciare a prendere atto di un sistema da cambiare adottando seri provvedimenti.
“Mentre i vertici della Regione Umbria e la Presidente Stefania Proietti continuano a tessere le lodi di una sanità d’eccellenza – dice l’esponente di Alternativa popolare – la realtà quotidiana che si consuma all’interno del Pronto soccorso di Terni racconta una storia di profondo degrado strutturale e gestionale“. L’ultimo episodio di aggressione rappresenta “solo la punta dell’iceberg di una situazione ormai fuori controllo. La solidarietà a medici e infermieri, pur doverosa, non basta più a coprire le gravi inefficienze“. Batini fa presente il problema di un vero e proprio blocco delle barelle: “Dura ormai da oltre una settimana, con circa 60 pazienti perennemente in attesa di una collocazione. Il sistema è al collasso. Le barelle e le sedie sono esaurite, utilizzate come letti di fortuna per i pazienti in attesa di ricovero che i reparti non riescono ad assorbire. Il risultato è drammatico: i nuovi arrivati sono costretti ad attendere in piedi o, peggio ancora, bloccati all’interno delle ambulanze che non possono essere liberate, sottraendo mezzi vitali al soccorso territoriale“.
Fatti e non più parole
Il problema, adesso, va affrontato e superato quanto prima. Il congestionamento quotidiano del Pronto soccorso del Santa Maria di Terni è arrivato al limite della sopportabilità. Tutto quello che avviene, tra attese, disguidi, aggressioni e violenze, non è più tollerabile. Anche Claudio Batini chiede interventi immediati per prendere in mano la cosa: “Basta omertà. E’ tempo di dire la verità. Serve una reale coesione tra cittadini, associazioni, cooperative e tutto il personale sanitario, dai dirigenti ai sindacati. Non possiamo più permettere che il silenzio o la difesa d’ufficio prevalgano sulla salute pubblica“. Chiede una presa d’atto cosciente da parte di tutti, senza più nascondersi dietro a paraventi: “Non si può parlare di eccellenza quando i cittadini sono privati della dignità minima di cura. È tempo che alle parole seguano fatti concreti per restituire all’ospedale Santa Maria la funzionalità che merita“.
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I problemi sono molteplici, sono di natura esogena ed endogena e non sono insorti adesso, ma ormai da tempo. E come giustamente è stato scritto, non si risolvono con “il silenzio e le difese di ufficio”.
Scusate sta pseudo-giunta peruginocentrica de sta porcata de regione avendo triplicato le tasse regionali per 3 anni sarà sicuramente capace di gestire e far funzionare al meglio il pronto soccorso di terni se la regione come ente gestisce per 80% la sanità e se dopo aver aumentate le tasse non riesce a fare nulla per terni e la sua provincia mi chiedo per quale motivo esiste sta porcata de regione una responsabile disse che se non aumentavano le tasse la sanità di questo ente regionale veniva commissariata a sto punto forse va commissariata ugualmente per palese incapacità nel gestire le… Leggi il resto »
Ve ne siete accorti ora ? So anni che sta in queste condizioni avvoglia mentre le toppe tocca rifà tutto l’ospedale
Eeeee da mo…