Il progetto stadio-clinica a Terni entra nella sua fase decisiva, con l’udienza pubblica di merito fissata per martedì 26 gennaio 2026 a Perugia, dove si discuterà il ricorso depositato dalla Regione Umbria contro il Comune di Terni. Questo scontro legale, che va avanti dallo scorso ottobre, riguarda principalmente la determina dirigenziale firmata il 23 luglio 2025 dal dirigente ai lavori pubblici, Piero Giorgini, che ha dato il via libera alla costruzione della struttura sanitaria privata accanto allo stadio ‘Liberati’.
Le fasi cruciali del conflitto
L’origine della disputa risale a ottobre 2025, quando la Regione Umbria ha impugnato l’atto del Comune di Terni, mettendo in discussione la legittimità della determina che autorizza il progetto. Il nodo cruciale riguarda il superamento delle prescrizioni relative alla valorizzazione e gestione dello stadio e alla realizzazione della casa di cura privata, in particolare il punto 6 della determina, che stabilisce il titolo abilitativo necessario per avviare la costruzione. Questo documento è stato fortemente contestato dalla Regione, che ritiene che il progetto non rispetti tutte le condizioni stabilite nella conferenza di servizi regionale del 2022.
Gli attori coinvolti e l’esito atteso
L’udienza sarà presieduta dal presidente del Tar Pierfrancesco Ungari, con la partecipazione di Floriana Venera Di Mauro e Daniela Carrarelli. La Regione sarà rappresentata dagli avvocati Anna Rita Gobbo e Luca Benci, mentre il Comune di Terni avrà come difensori Paolo Gennari e Francesco Silvi. Inoltre, saranno presenti i legali di Stadium Spa e delle società sportive Ternana Calcio Srl e Ternana Women Srl. Nonostante l’importanza dell’udienza, la decisione finale potrebbe richiedere ancora alcune settimane, con la sentenza attesa non oltre il 45° giorno dall’udienza, rendendo più probabile una pronuncia nel mese di marzo 2026.
La sentenza e possibili sviluppi futuri
L’esito dell’udienza non si prevede dunque a breve termine. La sentenza potrebbe arrivare solo a partire da marzo, e non è escluso che la parte perdente in questa causa decida di presentare appello in Consiglio di Stato, prolungando così ulteriormente la durata di questo complesso scontro legale.
Questo caso rimane un punto di riferimento fondamentale per capire come le normative urbanistiche e le scelte politiche locali si intrecciano con le esigenze di sviluppo economico e urbano, in un contesto dove la realizzazione di grandi progetti pubblici e privati continua a suscitare accese discussioni legali e politiche.
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