Si allungano i tempi per la riapertura della strada statale Flaminia, chiusa in entrambe le direzioni per colpa di una frana avvenuta nei pressi di Strettura che ha interessato anche la carreggiata. L’evento si è verificato nel pomeriggio del 28 gennaio 2026, ma potrebbero essere necessari ancora due o tre giorni per risistemare tutto. La strada resta dunque chiusa al traffico, deviato nelle uscite di San Carlo e per la Valnerina per chi arriva da Teni e in quella di Pompagnano per chi proviene da Spoleto.
Il meteo non aiuta
Sul posto stanno operando i tecnici Anas e il personale specializzato, con uomini e mezzi. Si lavora per rimuovere i detriti di fango che hanno invaso la sede stradale. Ma l’intervento risente delle condizioni meteorologiche, che si prevedono ancora avverse. Questo contribuisce a ritardare i tempi di completamento del lavoro e, di conseguenza, della riapertura del tratto della Flamina al transito dei veicoli. La situazione sta creando disagi anche al traffico pesante, con automezzi costretti a deviare e a riversarsi nella zona di San Carlo e lungo la strada per Montefranco che poi ricongiunge con la Valnerina ternana. Situazione che ha anche suscitato reazioni a livello istituzionale, con la presa di posizione del sindaco di Arrone, Fabio Di Gioia, per ricordare come servano investimenti per interventi in grado di mettere in sicurezza la Flaminia. Sul posto, personale della Poliza locale è impegnato sulla rotatoria di San Carlo a dare informazioni agli automobilisti sulle strade alternative.
Maltempo e frane
La frana che ha costretto all’interruzione della Flaminia tra Spoleto e Strettura ha un’origine da attribuire presumibilmente al maltempo e alle piogge torrenziali che si sono abbattute nella zona nella giornata del 28 gennaio. Non si è trattato del solo evento, visto che i tecnici e gli operai della Provincia di Terni hanno avuto il loro da fare per un’altra frana, avvenuta sulla strada provinciale Bagnorese nei pressi di Orvieto con conseguente chiusura al traffico in entrambe le direzioni di un tratto di oltre tre chilometri. C’è da rimuovere i detriti che hanno parzialmente interessato la sede stradale. Anche in questo caso, per la circolazione stradale, sono stati individuati percorsi alternativi.
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