La III Commissione regionale Sanità si riunirà alle 12 del 2 Febbnaio presso la sede dell’ARPA di Terni per audire i presidenti dei gruppi consiliari di Palazzo Spada. Al centro del dibattito, oltre alla questione ospedaliera, emerge una battaglia sulla trasparenza: il centrodestra, tramite la consigliera Pace, ha richiesto l’attivazione dello streaming per permettere ai cittadini di seguire i lavori. Il presidente Simonetti non ha accolto immediatamente la proposta, sospendendo addirittura la seduta per consultarsi con la maggioranza sull’opportunità di aprire al pubblico un’audizione che si sarebbe tenuta altrimenti a porte chiuse.
La questione della trasparenza istituzionale si intreccia con le polemiche sul futuro dell’ospedale ternano: a lanciare l’amo è il capogruppo della Lega a Palazzo Cesaroni Enrico Melasecche. A un anno dall’insediamento della giunta guidata dalla presidente Proietti, le critiche di Melasecche si concentrano sulla presunta confusione della maggioranza riguardo al progetto del nuovo ospedale.
Il capogruppo leghista denuncia quella che definisce una discrepanza tra quanto comunicato alla stampa e la realtà dei fatti. “Mistero come invece è stato riferito alla stampa il contrario della verità”, afferma nel documento.
La critica si estende alla strategia complessiva dell’amministrazione. “Come si presenta il fronte della maggioranza ad un anno dall’insediamento della propria giunta? Dire che abbia idee confuse e stia barcollando fra una iniziativa impropria e boutade di vario tipo è poco”, scrive Melasecche, che sostiene come “la paura che i cittadini, dopo il cinismo dimostrato contro gli interessi della città sul progetto stadio/clinica, si rendano conto del vuoto pneumatico che regna in maggioranza terrorizza la Proietti ed i suoi sostenitori”.
Tra le proposte della maggioranza, quella relativa al possibile utilizzo della ZES (Zona Economica Speciale) ha suscitato le reazioni più aspre. “L’ultima barzelletta è quella che l’ospedale verrebbe finanziato con la ZES, dimostrando di non avere la minima idea di cosa sia la ZES, a cosa serva, quali e quanti tipi di risorse potrà attivare, non di certo per un ospedale pubblico di queste dimensioni”, dichiara il capogruppo della Lega.
Melasecche cita anche le dichiarazioni del consigliere comunale del PD Spinelli, che avrebbe affermato a una TV locale che “in fondo mancano solo 200 milioni” rispetto ai 500-600 milioni indicati dallo studio Binini come cifra necessaria per spostare la struttura da Colle Obito. Secondo l’esponente leghista, questa scelta trasformerebbe il quartiere “in una seconda Monteluce”, abbandonando “la sede universitaria di Medicina, la palazzina appena terminata delle ex Cellule staminali, altra idea brillante della giunta Raffaelli e della associazione fiancheggiatrice Terni Città Universitaria, fallita miseramente fra promesse fantasmagoriche di Terni capitale mondiale di quel settore, oltre ai reparti appena inaugurati di radiologia e di endoscopia digestiva”.
Sul fronte dei finanziamenti, Melasecche contesta l’ipotesi di fondi statali: “La sinistra continua ad equivocare volutamente i finanziamenti pubblici a fondo perduto statale che ad oggi non esistono nè esiste la possibilità di ottenere dal governo una somma di 600 milioni considerati gli stanziamenti per tutte le regioni che porterebbero all’Umbria appena una manciata di milioni per qualche minima manutenzione”.
Riguardo al coinvolgimento dell’INAIL, il capogruppo della Lega spiega che si tratta di “un ente pubblico che, privatisticamente investe nella costruzione di propri immobili su cui pretende un canone futuro, in eterno, di circa il 4% che sommato alla manutenzione straordinaria che addossa alla Regione fa salire il tasso annuo effettivo ad oltre il 5%, con una rata media annua, conti alla mano, che va dai 20 ai 25 milioni. Per sempre”.
Melasecche sottolinea inoltre come “INAIL sembra abbia deciso di non finanziare altri progetti oltre quelli inseriti nei decreti già pubblicati in Gazzetta Ufficiale e Terni figura con la misera somma di 180 milioni, di cui non si comprende la logica, se l’obiettivo primario era ed è quello di realizzare il nuovo ospedale”.
Anche la Cassa Depositi e Prestiti viene citata criticamente: “Non da meno la Cassa che la presidente Proietti evoca di tanto in tanto quando si arrampica sugli specchi e non sa cosa dire”.
Sul presunto “tesoretto” di 128 milioni, il capogruppo leghista afferma: “Va chiarito, una volta per tutte, che il tesoretto di 128 milioni non esiste più e la cartina di tornasole è data dal fatto che questa giunta continua a spendere e spandere quella somma in opere, alcune delle quali sarebbero sacrosante se non ci fosse in parallelo l’obiettivo da conseguire del nuovo ospedale. Chi brucerebbe milioni per sostituire gli infissi quando da che quel volume potrebbe essere da qui a pochi anni abbattuto?”.
Melasecche contrappone al progetto della maggioranza la proposta di project financing che “certifica, sulla diretta responsabilità di due imprese nazionali di primo livello e sulle fideiussioni che dovranno nel caso presentare, la fattibilità con cura 300 milioni, la metà di quello che questo incredibile campo largo pretende di ammannirci fra 10, 15 anni o mai”.
La relazione Binini sulle possibili aree viene accusata di creare “volutamente altra confusione” e di scontrarsi “non solo con il documento sulle alternative progettuali dei tecnici regionali ma anche con il project financing”.
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Tanto l’ospedale a terni non lo fanno punto inutile perdere tempo in chiacchiere.