Dopo diciotto anni, il complesso sportivo-turistico “I Quadri” di Piediluco torna sul mercato. Il Comune di Terni ha avviato un nuovo concorso per la concessione di valorizzazione della struttura, il cui contratto originario – firmato nel 2008 e comprendente campeggio, piscina, impianti sportivi e parco pubblico – scadrà il 16 aprile. La nuova procedura segna però una discontinuità netta rispetto al passato: l’oggetto della concessione si restringe, i tempi stringono, e sul futuro del polo alegra una domanda rimasta senza risposta nel comunicato comunale: quando scade il bando?
Cosa va a bando e cosa no
La scelta politica più rilevante dell’operazione è lo spacchettamento del pacchetto originario. Al mercato vanno il campeggio – circa 150 piazzole su una superficie di 28 mila metri quadrati – e la piscina olimpionica, realizzata nel 1992 in comproprietà con la Provincia di Terni, omologata dalla Federazione Italiana Nuoto con una vasca da 50 metri di lunghezza per 21 di larghezza. Per entrambe le strutture è previsto un canone di concessione combinato a base d’asta di 30 mila euro l’anno oltre IVA, con la presentazione di un piano economico-finanziario e una durata massima di trent’anni.
Fuori dal perimetro della concessione rimangono invece due aree distinte. Il parco attrezzato da 14 mila metri quadrati – attualmente in uno stato descritto dagli atti comunali come di totale incuria e abbandono – viene assegnato alla Direzione Governo del Territorio e torna alla sua funzione originaria di spazio verde pubblico. Su di esso ha manifestato interesse la Federazione Italiana di Canottaggio, considerata la sua posizione a poche decine di metri dalla sede azzurra. Gli impianti sportivi da 10 mila metri quadrati – due campi da tennis in terra battuta, due in asfalto, aree per il calcetto, spogliatoi e servizi – passano invece alla Direzione Sport e rimangono a esclusivo servizio della comunità locale, anche se anch’essi necessitano di interventi strutturali e del rifacimento della recinzione.
Michela Bordoni, assessore al Patrimonio del Comune di Terni, spiega la logica dell’operazione: «Il campeggio e la piscina sono essenziali per lo sviluppo del territorio, mentre i campi da tennis e il parco pubblico tornano alla loro funzione originaria di servizi a favore esclusivo della collettività».
Una piccola Città dello Sport sul lago
Il contesto in cui si inserisce la nuova concessione è quello di un polo che, negli anni, ha acquisito una vocazione sportiva di livello nazionale. A “I Quadri” si trovano la sede nazionale della Federazione Italiana di Canottaggio, quella del CLT – Club Lago di Terni, la piscina olimpionica e gli spazi per altri sport: un insieme che, nelle ambizioni dell’amministrazione, punta a configurarsi come una vera e propria Città dello Sport affacciata sul lago di Piediluco.
La presenza del canottaggio non è un dettaglio secondario. Piediluco è da decenni teatro di raduni e allenamenti della nazionale azzurra, e la struttura dei “Quadri” rappresenta una delle infrastrutture di supporto fondamentali per la vocazione sportiva del lago. La riorganizzazione delle concessioni – con il parco pubblico che potrebbe entrare nell’orbita federale – apre scenari di integrazione tra la fruizione civica dello spazio verde e le esigenze di un polo sportivo di rilevanza nazionale.
Chi vuole partecipare e il nodo dei tempi
L’interesse attorno al bando appare già consistente. Secondo quanto trapela, sono numerosi i soggetti che intendono presentare domanda: alcuni provengono dal territorio di Piediluco e dall’area ternana, altri da fuori provincia, e tra i potenziali candidati figurano anche cooperative. Un segnale che la struttura, nonostante le condizioni di alcune sue parti, conserva un’attrattività sul mercato della gestione turistico-sportiva.
Resta però aperto un problema concreto, e non marginale: il comunicato del Comune non indica la scadenza del concorso. Un’omissione che non è solo un dettaglio procedurale. Chi si aggiudicherà la concessione dovrà presumibilmente avviare lavori di ristrutturazione delle strutture prima della prossima stagione estiva, con un calendario già stretto. Senza una data certa di chiusura del bando, la pianificazione degli interventi – e la stessa appetibilità economica della proposta per i concorrenti – rischia di complicarsi ulteriormente.
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