Francesca Basilici denuncia pubblicamente l’inerzia delle istituzioni dopo l’ennesima aggressione subita dalla figlia Asia featuedaffetta da disturbo bipolare e disturbo borderline con invalidità al 100%. La donna, ricoverata in pronto soccorso con frattura al naso e contusioni, chiede al Sindaco l’attivazione urgente di un TSO e l’esecuzione dell’ordinanza di ricovero in REMS emessa dal Magistrato di Sorveglianza di Spoleto e rimasta finora inapplicata.
Aggressione in casa, madre al pronto soccorso
Questa mattina Asia Basilici è entrata nell’abitazione familiare in stato di grave alterazione psichica, ha devastato l’appartamento e ha aggredito fisicamente la madre con calci, pugni e morsi. Francesca Basilici è stata trasportata al pronto soccorso, dove i medici le hanno diagnosticato una frattura al naso e varie contusioni.
Nell’abitazione vive anche una figlia minorenne di 8 anni, esposta da tempo a una situazione di pericolo e paura quotidiana. La madre ha dichiarato di non voler sporgere denuncia penale nei confronti della figlia, ribadendo che Asia ha bisogno di cure e non di sanzioni.
L’ordinanza della magistratura rimasta inapplicata
Al centro della vicenda c’è un provvedimento del Magistrato di Sorveglianza di Spoleto che dispone il ricovero coatto di Asia Basilici in una struttura REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza). L’ordinanza esiste da mesi, ma non risulta ancora eseguita nonostante le ripetute segnalazioni ai servizi territoriali.
L’elemento che rende ancora più grave la situazione è la posizione della stessa USL competente: in una comunicazione ufficiale, l’azienda sanitaria ha riconosciuto la necessità di un inserimento urgentissimo in REMS, dichiarando al contempo di declinare ogni responsabilità per i comportamenti della paziente. Un paradosso istituzionale che Francesca Basilici denuncia apertamente: le autorità ammettono la gravità del caso ma nei fatti non intervengono.
Anni di segnalazioni, anni senza risposta
La situazione di Asia Basilici è nota da anni a Comune, servizi sociali, welfare e strutture sanitarie. Nel tempo si sono susseguiti accessi al pronto soccorso, interventi delle forze dell’ordine e segnalazioni formali, senza che si pervenisse a una presa in carico strutturata e continuativa.
Alla cronicità della crisi si aggiunge un quadro di autolesionismo quasi quotidiano, documentato da ferite recenti e da numerosi accessi al pronto soccorso. Proprio nella giornata precedente all’aggressione, Francesca Basilici aveva rilasciato dichiarazioni alla stampa per attirare nuovamente l’attenzione delle istituzioni sulla condizione della figlia.
La lettera aperta al Sindaco: “Valuti il TSO”
Con una lettera aperta indirizzata al Sindaco, nella sua qualità di prima autorità sanitaria del territorio, Francesca Basilici chiede un intervento immediato e l’utilizzo di tutti gli strumenti previsti dalla legge. In particolare, la donna invoca la valutazione urgente di un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) per garantire la tutela della salute di Asia, la propria sicurezza e quella della figlia minore.
«Non possiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile prima che qualcuno si assuma finalmente la responsabilità di intervenire», scrive la donna nel testo della lettera.
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