Sulla vicenda stadio e clinica, dopo la sentenza del Tar, si trovi ora un accordo tra istituzioni. Cumune e Regione sotterrino l’ascia di guerra e aprano un dialogo per capire come salvare un progetto comunque importante per il futuro e per lo sviluppo di Terni. Arrivano le prese di posizione da parte dei consiglieri comunali Francesco Maria Ferranti e Valdimiro Orsini, oltre a quella di Marco Ravasio che è il segretario comunale di Umbria Civica. Da tutti, un auspicio: che si trovi la via del dialogo e del confronto e che si faccia in modo che Terni non perda un importante treno per il suy sviluppo futuro. Le loro posizioni si aggiungono a quella del sindaco Stefano Bandecchi, che ha definto la sentenza come una decisione peruginocentrica.
C’è poco da brindare
Francesco Maria Ferranti, consigliere comunale di Forza Italia, attacca le sinistre e risponde ai commenti di soddisfazione per l’esito della sentenza del Tar: “Reputo l’esultanza delle sinistre che governano l’Umbria per la bocciatura da parte del Tar del progetto stadio clinica un atto gravissimo – dice – e un brindisi contro gli interessi di crescita e sviluppo di Terni. In un contesto politico normale le amministrazioni dovrebbero lavorare congiuntamente per superare le eventuali criticità di una progettualità, per favorire la crescita di un territorio e creare posti di lavoro“. Annuncia una sua iniziativa politica: “Nel prossimo consiglio comunale, lunedì 30 marzo, presenterò un atto che chiederò sia discusso subito, un documento nel quale, oltre a sollecitare un doveroso appello al Consiglio di Stato, si sottolinei nuovamente la volontà della città a veder partire questa progettualità“.
Niente più alibi della burocrazia
Valdimiro Orsini, anche lui consigliere comunale, auspica che questa sentenza non sia “l’ennesima pietra tombale sulle speranze di rilancio di Terni“. Chiede che la politica torni a svolgere un suo ruolo guida. “I cittadini di Terni – afferma – non sono spettatori di un contenzioso amministrativo, ma beneficiari di diritti fondamentali come salute e sviluppo che oggi rischiano di restare ostaggio della burocrazia. Al di là della legittima via dei ricorsi, che rischia di allungare i tempi in modo insostenibile, chiediamo che Comune di Terni e Regione Umbria interrompano ogni forma di isolamento istituzionale. È necessario sedersi immediatamente attorno a un tavolo tecnico-politico per trovare una soluzione. Lo spirito di leale collaborazione non può essere uno slogan vuoto, ma deve tradursi in atti amministrativi concreti“. Orsini cita nello specifico la costruzione di un polo ospedaliero moderno, la realizzazione di una clinica privata che offra standard di cura elevati e riduca drasticamente le liste d’attesa e il nuovo stadio Liberati. “Le sentenze si rispettano, ma le necessità di un territorio si governano. Se la strada finora percorsa ha trovato un intoppo giuridico, è compito di chi guida Comune e Regione trovarne una alternativa, solida e inattaccabile. Non accetteremo che la burocrazia diventi l’alibi per l’immobilismo. Terni ha già pagato un prezzo troppo alto in termini di tempo perso. Ora serve la ferma volontà politica di superare le divergenze e agire nell’interesse esclusivo della comunità“.
Umbria Civica è a disposizione
Marco Ravasio, segretario comunale di Umbria civica, chiede anche lui che si apra un dialogo tra Comune e Regione e dice che il suo soggetto politico è a disposizione per interloquire fattivamente per attivare a soluzioni condivise: “Prendiamo atto con forte delusione – dice – della sentenza. Pur nel pieno rispetto delle decisioni della magistratura amministrativa, non possiamo ignorare le conseguenze che tale pronuncia rischi di produrre sul futuro di Terni. Il progetto rappresenta, una delle principali leve di sviluppo economico, occupazionale e infrastrutturale del territorio. Il blocco di questa iniziativa apre una fase di forte incertezza che rischia di rallentare ulteriormente, se non bloccare in via definitiva, un percorso di rilancio che Terni attende da anni. Oggi più che mai è necessario evitare che la città resti ostaggio di lungaggini burocratiche e di contenziosi giudiziari, perdendo opportunità concrete di crescita, modernizzazione e occupazione lavorativa“. Lo stesso, secondo Ravasio, vale per il nuovo ospedale di Terni, “rispetto al quale la giunta regionale a guida Proietti non sembra avere le idee chiare, per usare un eufemismo, sia rispetto a dove realizzarlo e come, sia con quali fondi. Riteniamo fondamentale che tutte le istituzioni coinvolte, a ogni livello, si attivino con urgenza per individuare soluzioni concrete e percorsi amministrativi chiari“. Non una ricerca di ragione o torto sul piano politico, ma la necessità di capire se ci sono ancora margini giuridici e amministrativi per rilanciare il progetto, attrarre investimenti e creare nuove opportunità.
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