Il FEGE – Festival dell’Editoria e del Giornalismo Emergente ha chiuso la sua edizione 2026 domenica 29 marzo al Salone Bazzani del PalaSì! di Terni, con una giornata finale caratterizzata da premiazioni di rilievo e da un momento di confronto aperto alla città. Il festival, promosso da PalaSì! Culture&Eventi con il patrocinio di Regione Umbria, Provincia e Comune di Terni, Rai Umbria e BCT – Biblioteca Comunale di Terni, si è confermato punto di riferimento per il dibattito sulla qualità dell’informazione e sul ruolo del giornalismo contemporaneo.
Il dopofestival apre il confronto con la città
A chiudere i lavori è stato il Dopofestival “Parole disarmanti. Dialoghi civili sulla città”, condotto da Marco Sciarrini, già inviato speciale al BCT nelle mattinate riservate alle scuole. L’evento ha rappresentato un’occasione di sintesi dei temi trattati nei giorni precedenti e di avvio di una riflessione condivisa sulle prospettive future del festival e del territorio.
Al dibattito hanno partecipato voci provenienti da ambiti diversi: la professoressa Emanuela Ferri dell’ITT per il mondo della scuola, l’assessore alla scuola e alla cultura Tiziana Laudadio per le istituzioni, Michele Rossi di Tributo d’Autore e Francesco Fioretti del Forum delle Acque per il tessuto associativo e culturale locale.
Il presidente FEGE Sauro Pellerucci ha sottolineato l’importanza di preservare uno spazio di confronto democratico fondato sul linguaggio non violento e sulla libertà di espressione, ribadendo la centralità del dialogo con scuole, imprese e istituzioni. Ha inoltre annunciato la volontà di consolidare e ampliare il coinvolgimento degli studenti, già protagonisti di questa edizione: un percorso che ha già valicato i confini regionali, con la partecipazione in presenza di scuole calabresi e in streaming di scuole pugliesi, e che punta ora a uno sviluppo in chiave nazionale.
I premi Oliviero Beha: Rampini, Presta, Sallusti e Scappini
Momento centrale della giornata conclusiva è stata la cerimonia del Premio Oliviero Beha, arricchita dall’intervento di Germana Beha, figlia del giornalista scomparso. Il suo contributo ha restituito un ricordo lucido e non celebrativo della figura paterna, mettendone in luce anche le difficoltà e le contraddizioni, in coerenza con l’immagine di un giornalismo libero, indipendente e spesso controcorrente.
Il riconoscimento è stato consegnato a Federico Rampini, collegato in diretta da Washington, e a Lucio Presta, la cui presenza si è distinta per la capacità di instaurare un dialogo diretto e sincero con il pubblico. Premio Beha anche al giornalista Alessandro Sallusti e alla psicologa Agnese Scappini, entrambi protagonisti dei talk mattutini dedicati agli studenti.
Il riconoscimento al conduttore televisivo Francesco Giorgino è stato consegnato da Michelangelo Tagliaferri. “Direi che il contesto che stiamo vivendo è particolarmente complesso — ha sottolineato Giorgino — e a maggior ragione in questo particolare momento storico serve un giornalismo di qualità. Stiamo vivendo, fin da quando si è strutturato l’ecosistema comunicativo digitale, l’era dell’informazione senza giornalismo e del giornalismo senza informazione. Nel senso che queste due parole, informazione e giornalismo, che un tempo mai avremmo immaginato potersi separare, si sono di fatto separate.”
I premi FEGE 2026
Accanto al Memorial Oliviero Beha, sono stati assegnati i Premi FEGE a Valentina Parasecolo (ufficio stampa del Parlamento Europeo), Michele Macrì (inviato di Striscia La Notizia) e Piero Ancona (Sky Tg24).
Contenuti e linea editoriale
Il direttore artistico Piero Muscari ha tracciato un bilancio della linea editoriale dell’edizione: “Sul piano dei contenuti, il festival ha proposto momenti di confronto che hanno richiamato con forza uno dei fili conduttori del FEGE: la ricerca della verità, intesa non come affermazione assoluta ma come disponibilità a mettersi in discussione. In questo senso, molti degli interventi hanno superato il piano del racconto pubblico per aprirsi a una dimensione più autentica, in cui giornalisti e protagonisti della comunicazione si sono sentiti liberi di esporsi anche sul piano personale, restituendo prospettive meno convenzionali e, a tratti, più intime.”
Il festival è realizzato con il sostegno di Fondazione Carit e il contributo di Pagine Sì! S.p.A. e BCC Banca Centro Toscana-Umbria, in partnership con Io Sono Una Persona Per Bene. Le firmacopie sono state curate dalla Libreria Alterocca Ubik Terni.
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Quello nel centro è proprio un uomo di cultura….
Proprio pulsante…
Sembra una barzelletta