Piediluco e il suo lago verso un turismo innovativo

Via al bando per il partenariato pubblico e privato, l'obiettivo è un rilancio globale

Lago di Piediluco

Valorizzare e rilanciare Piediluco con l’apporto dei privati. Verso un partenariato tra il Comune come ente pubblico e un soggetto privato per puntare a interventi capaci di dare una nuova identità turistica al borgo lacustre. C’è il bando, che prevede l’affidamento in concessione per trent’anni, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base di cinque macro-criteri valutativi dell’offerta tecnica . Alla base di tutto, la rigenerazione territoriale, la sostenibilità ambientale, l’inclusione sociale e la redditività economica, per trasformare Piediluco e il suo lago in un polo multifunzionale di attrazione turistica e sociale. Questo avverrà da una parte attraverso il recupero e valorizzazione dell’esistente, dall’altra progettando nuove strutture secondo criteri di reversibilità, leggerezza e basso impatto visivo e la valorizzazione del paesaggio con percorsi, punti di osservazione e connessioni con gli elementi naturali.

Superare il campeggio tradizionale

Il concessionario dovrà strutturare la proposta conciliando l’operatività immediata e la rifunzionalizzazione strutturale con l’obbligo di apertura stagionale 2026 e con il termine tassativo dei lavori il 31 maggio 2028. “Proponiamo – spiega l’assessore ai lavori pubblici Sergio Anibaldiil superamento del modello tradizionale di campeggio mediante l’introduzione di soluzioni abitative evolute, come bungalow e tende lodge, dotate di servizi igienici esclusivi e standard elevati di comfort. Puntiamo ad aumentare l’attrattività del sito per un’offerta destagionalizzata arricchita da percorsi salute e attività outdoor, esperienze immersive a contatto con la natura, attività orientate al benessere psicofisico“. Il partenariato pubblico-privato viene considerato come lo strumento più adeguato per la realizzazione e la gestione efficiente dell’iniziativa. L’assessora al patrimonio Micaela Bordoni aggiunge: “Vogliamo applicare una valorizzazione non solo estetica, ma identitaria, per una rigenerazione anche economica che vede nel patrimonio una risorsa per attrarre attività e turismo. Trasformare il borgo, senza snaturarlo, in un volano di sviluppo sostenibile, in un luogo vivace che offra opportunità e attragga visitatori“.

Redazione

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