Ospedale di Orvieto: accordo istituzionale per il potenziamento del Santa Maria della Stella

Un tavolo con Regione, Usl Umbria 2 e sindaci delinea un piano concreto di rafforzamento del presidio ospedaliero orvietano tra nuove assunzioni, investimenti strutturali e integrazione territoriale

Un incontro ad alto livello istituzionale si è tenuto questa mattina nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Umbria per affrontare il futuro dell’ospedale Santa Maria della Stella di Orvieto. Convocata dalla presidente dell’Assemblea Sarah Bistocchi, la riunione ha visto la partecipazione della presidente della Regione Stefania Proietti, del consigliere regionale Luca Simonetti, del direttore generale della Usl Umbria 2 Roberto Noto, della presidente del Comitato orvietano per la salute pubblica Emma Scanu e di una rappresentanza dei sindaci dell’area orvietana. L’obiettivo: definire priorità e prospettive per un presidio ospedaliero che serve un bacino d’utenza che travalica i confini regionali.

Il valore strategico del presidio orvietano

Al centro del confronto, le criticità strutturali e organizzative dell’ospedale, con particolare attenzione alla carenza di personale, all’assenza di alcuni primariati, alle condizioni del pronto soccorso e alla necessità di una programmazione di medio-lungo periodo coerente con le specificità geografiche e demografiche del territorio. L’area orvietana rappresenta infatti una zona di confine che attrae pazienti provenienti anche dal Lazio e dalla Toscana, rendendo il presidio un nodo cruciale per l’accesso alle cure in un quadrante interregionale.

La presidente Proietti ha ribadito con forza il ruolo del Santa Maria della Stella nel sistema sanitario umbro. “L’ospedale di Orvieto è e resta un presidio fondamentale per questo territorio e per un bacino di utenza che supera i confini regionali. Lo stiamo rafforzando consolidando il personale, i servizi e l’integrazione con la sanità territoriale, dentro una visione che tenga insieme ospedale, prossimità delle cure e bisogni reali delle persone”, ha dichiarato.

Il piano di potenziamento del personale medico

Tra i nodi più urgenti affrontati nel corso della mattinata, la carenza di risorse umane in diverse discipline strategiche. Il direttore generale Roberto Noto ha illustrato un piano di assunzioni che interessa complessivamente circa 20 professionisti in settori chiave tra cui medicina d’emergenza-urgenza, urologia, pediatria, chirurgia generale, cardiologia, radiodiagnostica, nefrologia, ginecologia e ostetricia. Un intervento che mira a colmare lacune consolidate e a garantire la continuità dei servizi essenziali.

Oltre 7 milioni di euro dal PNRR per l’adeguamento sismico

Sul fronte degli investimenti strutturali, Noto ha evidenziato un programma già avviato che include l’adeguamento sismico dell’ospedale, finanziato nell’ambito del PNRR per un valore superiore ai 7 milioni di euro. A questo si affiancano interventi di miglioramento degli spazi assistenziali, la riorganizzazione del pronto soccorso e il potenziamento dell’integrazione tra ospedale e servizi territoriali, con l’obiettivo di sviluppare case e ospedali di comunità pienamente operativi e un’assistenza domiciliare rafforzata.

La mobilitazione civica e le 13.950 firme del Comitato

A portare al tavolo la voce della cittadinanza è stata Emma Scanu, che ha ricordato la raccolta di 13.950 firme avviata dal Comitato orvietano per la salute pubblica a sostegno del potenziamento del presidio. Una mobilitazione che ha contribuito a sollecitare l’attenzione istituzionale e che ha trovato, secondo la stessa Scanu, un riscontro positivo nel clima del confronto. Al termine dell’incontro, il Comitato ha espresso soddisfazione per l’attenzione ricevuta dalle istituzioni regionali e sanitarie, giudicando il percorso di ascolto e approfondimento positivo e soddisfacente.

Il territorio limitrofo guarda a Orvieto come punto di riferimento

Nel corso della discussione sono emersi anche i contributi delle amministrazioni dell’area viterbese, che riconoscono nell’ospedale orvietano un presidio di riferimento essenziale per la gestione delle emergenze e l’accesso alle cure. Questo dato rafforza la lettura del Santa Maria della Stella come struttura a vocazione interregionale, la cui funzione non può essere valutata esclusivamente entro i confini amministrativi dell’Umbria.

Un confronto stabile e operativo come metodo di lavoro

Dall’incontro è emersa la volontà condivisa di proseguire il dialogo istituzionale in forma stabile e continuativa, valorizzando il contributo delle amministrazioni locali, dei comitati civici e degli operatori sanitari. La presidente Bistocchi ha aperto i lavori ricordando come l’Assemblea legislativa sia sede naturale del confronto partecipato, strumento indispensabile per costruire risposte concrete ai bisogni della popolazione.

Redazione

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