Stefano Carlevaro (Giunta Provinciale Confcommercio): Il cambiamento climatico ha reso il verde una priorità

Oggi non è più un’alternativa allo sviluppo ma ne è parte integrante

STEFANO CARLEVARO CONFCOMMERCIO

Che rapporto ha Terni con il verde?

È un rapporto molto più profondo e radicato di quanto si tenda a pensare. Io sono umbro d’adozione e, quando sono arrivato qui oltre 25 anni fa, la prima cosa a cui ho pensato guardando a Terni non sono state le acciaierie o la sua vocazione puramente industriale, ma elementi naturali straordinari come la Cascata delle Marmore o il lago di Piediluco. Siamo nel “cuore verde d’Italia”, ed è proprio questo che si percepisce al di fuori: l’idea di un territorio a forte vocazione verde. Noi per primi dovremmo diventare gli ambasciatori e i precursori di questa identità naturale.

 Cosa è cambiato oggi rispetto al passato?

È cambiata radicalmente la necessità. Per tantissimo tempo abbiamo concepito il verde esclusivamente come un elemento di ornamento e di decoro. Oggi, con il rapido cambiamento climatico, non è più un’opzione ma una condizione vitale: ricordo che da bambino si parlava di un caldo record quando il picco dell’estate toccava i 30 gradi, mentre di questo passo arriveremo a subire temperature invivibili prossime ai 55 gradi. Non possiamo illuderci di risolvere il problema chiudendoci in casa e investendo sempre più soldi per i climatizzatori, che non rappresentano la vera soluzione al surriscaldamento.

Nel dibattito ha detto che il verde è il progresso. È un’affermazione forte.

Sì, è un’affermazione forte ma fotografa la realtà in cui viviamo. Quando ero ragazzo, ho sentito dire innumerevoli volte che certe infrastrutture non si facevano “per colpa dei verdi” e che la natura fosse l’antagonista dello sviluppo. Oggi dobbiamo superare completamente questo paradigma ideologico fallimentare: il verde non è più in contrasto con il progresso, ma è il progresso stesso, perché senza di esso non c’è alcun futuro possibile.

 Quanto incide il verde sulle temperature urbane?

Incide in maniera determinante. Come dimostrano numerosi e apprezzati studi di settore, incrementare la presenza del verde all’interno del tessuto cittadino significa riuscire ad abbassare concretamente i gradi e mitigare le pesanti ondate di calore. Usare il verde per rinfrescare fisicamente l’ambiente urbano è lo strumento naturale più immediato e logico per ottenere un beneficio reale sulla qualità della nostra vita.

Lei ha proposto un tavolo permanente. Perché?

Perché per agire in modo efficace serve un’assoluta continuità. Ho proposto la creazione di un tavolo permanente per mettere a sistema tutte le energie della città: chi siede in consiglio comunale, i membri della società civile e i rappresentanti delle associazioni. Non bastano più i dibattiti isolati; serve uno spazio di lavoro stabile e operativo in cui tutte queste anime possano sedersi insieme per elaborare e portare avanti soluzioni vere e condivise.

Da dove partire concretamente?

La prima cosa di cui questo tavolo permanente dovrebbe occuparsi è programmare interventi che riescano ad abbassare immediatamente i gradi di questa città, sfruttando proprio le soluzioni fornite dall’infrastruttura verde. È da questa priorità tangibile e dal suo immediato beneficio termico che si deve iniziare a costruire un cambiamento culturale e ambientale molto più ampio.

Redazione

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4 mesi fa

Ottimo intervento, complimenti Stefano Carlevaro👏🏻👏🏻👏🏻
Il verde nella nostra città non può essere solo decoro urbano ma è un valore necessario per avere un’aria più pulita e fronteggiare al cambiamento climatico.

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