Dopo 15 anni dal sequestro dell’area, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha dato l’assenso alla Messa in Sicurezza Permanente e all’ampliamento della discarica di Valle, destinata ai rifiuti pericolosi. Il provvedimento consente ad Arvedi-AST S.p.A. di procedere con il progetto di “landfill mining” e con il nuovo invaso, ma impone vincoli tecnici dettagliati su analisi dei terreni, distanze dalla falda e monitoraggio permanente dell’area.
L’iter è iniziato il 1° settembre 2025 con la conferenza di servizi convocata dal MASE, passando per integrazioni volontarie dell’azienda e la girandola dei pareri di ISPRA, INAIL, ARPA Umbria e USL Umbria 2. La tensione maggiore si è verificata nella primavera del 2026, quando l’Istituto Superiore di Sanità ha sollevato rilievi sulle misure proposte, risolti in una riunione ad hoc il 30 marzo 2026. La conferenza decisoria è partita il 2 aprile 2026, raccogliendo i nulla osta finali di Comune e Provincia di Terni.
Controlli e sicurezza ambientale
Le prescrizioni del MASE comprendono:
- Caratterizzazione approfondita di scorie e terreni, con test su IPA volatili e cessione.
- Rimozione di materiale contaminato se i limiti vengono superati, confinandolo nel nuovo invaso impermeabilizzato.
- Barriera di fondo a almeno 2 metri sopra il livello massimo della falda.
- Monitoraggio permanente con piezometri (K6, K2) e sonde soil-gas per intercettare eventuali fughe di vapori, con rapporti annuali al Ministero.
Sicurezza sul lavoro e amianto
Il provvedimento prevede misure estreme per proteggere i lavoratori durante scavi e rimozione dei rifiuti, con protocolli specifici per l’amianto e supervisione diretta degli organi di vigilanza territoriali.
Arvedi-AST ha 10 giorni per presentare osservazioni secondo la legge 241, prima dell’emanazione del decreto definitivo. L’area diventerà un sito sorvegliato permanente, con controlli rigorosi e una rete di monitoraggio senza precedenti, garantendo la sicurezza ambientale e sanitaria per i residenti a valle.
Italia Nostra Terni ha espresso forte indignazione per l’autorizzazione, denunciando una “svendita del territorio” e criticando l’impatto ambientale e sanitario della discarica. L’associazione ha annunciato di portare la vicenda a livello europeo e ha richiesto l’intero fascicolo amministrativo per valutare la compatibilità del provvedimento con la tutela del paesaggio e della salute pubblica.
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