Cristina Montesi (Dipartimento Economia Università di Perugia): Associazionismo, democrazia e capitale sociale

Il terzo settore come strumento di partecipazione, relazioni e sviluppo sociale della comunità

Cristina Montesi

Perché oggi è importante difendere il ruolo dellassociazionismo?

Perché il terzo settore, in tutte le sue variegate forme, rappresenta una risorsa fondamentale per la vita democratica e sociale di una comunità. Le associazioni non sono soltanto luoghi di volontariato, ovvero di altruismo reciproco e generalizzato, ma spazi dove si costruiscono relazioni, dove si dialoga, dove fioriscono partecipazione e senso di responsabilità collettiva. In un periodo segnato da sfiducia e individualismo, aiutano le persone a sentirsi parte di un gruppo, componenti di una comunità più ampia, membri del genere umano e a sviluppare cittadinanza attiva.

Perché nel suo intervento ha parlato del rapporto tra associazionismo e democrazia?

Le associazioni aiutano a sviluppare quelle che possiamo definire “virtù civiche”. Dentro questi spazi si impara a collaborare, confrontarsi, ascoltare gli altri e costruire obiettivi comuni. Questi spazi fungono da palestra di democrazia deliberativa. In una società dove spesso prevalgono polarizzazione e sfiducia, il volontariato e l’associazionismo rappresentano anche un antidoto all’isolamento sociale e alla disaffezione verso la politica.

Lei ha fatto un riferimento anche al capitale sociale”. Cosa significa concretamente?

Significa creare reti di fiducia e collaborazione tra le persone. Dove l’associazionismo è forte esistono generalmente comunità più coese e capaci di affrontare le difficoltà. Il capitale sociale non produce solo benefici relazionali, ma incide secondo l’Economia Civile anche sulla qualità dello sviluppo economico di un territorio. Le comunità dove le persone collaborano e partecipano tendono ad essere economicamente più solide, resilienti e generative.

Quindi il volontariato ha anche un impatto economico?

Certamente. Il terzo settore non è separato dallo sviluppo economico perché può generare occupazione. Le relazioni sociali, la fiducia e la partecipazione migliorano anche la capacità di un territorio di crescere in modo equilibrato nel segno di una sostenibilità sociale ed ambientale. Inoltre molte associazioni intervengono concretamente nel fornire “servizi di cura” alla comunità dove le istituzioni pubbliche non riescono ad arrivare in modo efficace o il mercato non trova convenienza ad intervenire. Spesso fungono da preziose sentinelle di bisogni emergenti.

Quali criticità vede oggi nel sistema associativo locale?

Anche se molto vitale e dinamico, una delle principali criticità dell’associazionismo del Ternano è l’invecchiamento delle basi associative e la difficoltà nel coinvolgere nuove generazioni. Poi c’è il problema della burocrazia: oggi molte associazioni fanno fatica a sostenere il peso amministrativo e fiscale imposto dal Codice del terzo settore. Per le realtà più piccole questo rischio è ancora maggiore. Emerge anche la scarsa propensione a fare rete per progetti comuni.

Ha sottolineato anche la necessità di sostenere lassociazionismo giovanile

Sì, perché molti giovani hanno idee ed entusiasmo, ma spesso non trovano strumenti adeguati per costruire nuove esperienze associative. Servirebbero percorsi ad hoc più accessibili per promuovere l’associazionismo giovanile da parte delle istituzioni (Regione Umbria e Comune di Terni) e sarebbe necessario un maggiore ricambio nelle leadership delle associazioni già esistenti.

Quali interventi concreti ritiene necessari?

Servirebbe una distribuzione più equilibrata delle risorse regionali; maggiore sostegno ai territori in difficoltà; una Riforma, attraverso la spinta di una mobilitazione corale dal basso, del Codice del terzo settore in direzione di una semplificazione amministrativa almeno per le piccole associazioni. Inoltre sarebbe importante individuare, a livello cittadino, spazi pubblici da dedicare alle associazioni. Molte realtà non hanno neppure una sede stabile dove incontrarsi e organizzare attività anche in coworking.

Qual è il messaggio finale che vuole lanciare?

Il terzo settore non è un elemento marginale della società, ma una vera infrastruttura civile della comunità e del mercato. Investire nel volontariato e nell’associazionismo significa investire nella qualità della vita democratica, nella coesione sociale che eticizza l’economia, nella capacità delle persone di costruire relazioni empatiche, nella rivitalizzazione della partecipazione alla vita comunitaria (partecipazione non consultiva, ma attiva, argomentativa e dialogica), nella edificazione del Bene Comune.

Redazione

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