Quale ruolo svolgono oggi cultura e associazionismo nel territorio?
Oggi il volontariato culturale rappresenta molto più di una semplice attività ricreativa. Le associazioni culturali sono luoghi di aggregazione, inclusione e partecipazione sociale. Attraverso la
musica, il teatro e gli eventi si creano relazioni, si valorizza il territorio, i talenti e si offre spazio soprattutto ai giovani. Personalmente, nella mia esperienza come organizzatore di eventi musicali, ho visto quanto la cultura possa diventare uno strumento straordinario di comunità.
Qual è la principali difficoltà che incontrano oggi le associazioni?
Sicuramente quella di fare rete. A Terni esistono molte realtà valide, ma spesso ciascuna resta chiusa nel proprio spazio operativo. A volte ci sono divisioni, gelosie o difficoltà nel riconoscere il valore del lavoro degli altri. È un limite che dobbiamo superare, perché da soli si può organizzare qualcosa, ma insieme si può costruire qualcosa di molto più importante e duraturo.
Come si potrebbe superare questa frammentazione?
Servirebbe un tavolo stabile di confronto tra associazioni, un luogo credibile dove mettere insieme competenze, esperienze e progettualità. In questo senso anche il ruolo delle istituzioni può
diventare fondamentale: non per sostituirsi alle associazioni, ma per creare le condizioni che facilitino il dialogo e la collaborazione. Quando c’è un soggetto autorevole che coordina, diventa più facile costruire fiducia reciproca.
Quanto pesa oggi il problema economico per chi organizza eventi culturali?
Tantissimo. Le associazioni vivono in una precarietà continua. Ogni anno bisogna rincorrere bandi, contributi e sponsorizzazioni senza alcuna certezza sui tempi e sulle risorse disponibili.
Questo impedisce di programmare il futuro e costringe spesso a dedicare più tempo alla sopravvivenza economica che alla progettazione culturale. Dietro un evento ci sono costi enormi: artisti, sicurezza, logistica, allestimenti, autorizzazioni. E poi ci sono i rischi. Basta una serata di pioggia per compromettere mesi di lavoro. Le associazioni si assumono responsabilità molto pesanti senza avere tutele adeguate.
Quindi servirebbero differenti strumenti di sostegno?
Assolutamente sì. Servirebbero forme di sostegno più strutturate e soprattutto maggiore continuità. Le associazioni hanno bisogno di stabilità per costruire progetti seri e duraturi. Se ogni
anno si riparte da zero diventa difficile crescere davvero. Investire nella cultura significa investire nella qualità della vita di una comunità.
Nel suo intervento ha parlato anche del rapporto tra associazioni e politica.
Sì, perché credo sia fondamentale garantire regole chiare e trasparenti. I bandi devono essere accessibili a tutti e basati su criteri oggettivi. Troppo spesso si percepisce l’esistenza di percorsi
privilegiati o canali preferenziali. Questo genera sfiducia e scoraggiamento. Le associazioni chiedono soprattutto correttezza, trasparenza e pari opportunità.
Qual è il valore più grande del volontariato culturale?
Il fatto che dietro ogni associazione ci siano persone che dedicano tempo, energie e competenze alla comunità. Il volontariato non è soltanto organizzazione di eventi, ma educazione civica,
partecipazione democratica e costruzione di relazioni sociali. Quando una comunità si incontra attraverso la cultura, cresce anche il senso di appartenenza al territorio.
Quanto è importante creare momenti di confronto come questo?
È fondamentale, perché spesso esistono tante realtà che lavorano bene ma che non si conoscono abbastanza tra loro. Incontri come questo permettono di condividere esperienze, creare nuove
collaborazioni e prendere consapevolezza del valore enorme che il mondo associativo produce quotidianamente per la città. Le energie positive a Terni esistono davvero: bisogna soltanto riuscire
a metterle in rete.
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