Walter Venturi (Presidente Banco Alimentare dell’Umbria): Solidarietà organizzata e responsabilità sociale

Il volontariato come impegno quotidiano tra organizzazione, competenze e sostegno concreto alle persone più fragili

Valter Venturi - Presidente Banco Alimentare Umbria

Che realtà rappresenta oggi il Banco Alimentare dellUmbria?

Il Banco Alimentare è presente in Umbria da trent’anni e opera su tutto il territorio regionale attraverso una rete molto ampia di volontari, associazioni e strutture di supporto. Gestiamo quattro magazzini e collaboriamo ogni giorno con decine di realtà associative che distribuiscono alimenti alle persone in difficoltà. Dietro questo lavoro c’è una macchina organizzativa molto complessa che richiede impegno continuo, coordinamento e senso di responsabilità. Solo nell’area ternana collaboriamo con trentasette associazioni che assistono oltre tremilaseicento persone. A livello regionale parliamo invece di circa ventitremila persone aiutate. Sono numeri che raccontano quanto il disagio sociale sia cresciuto negli ultimi anni.

Cosa significa oggi gestire unassociazione di volontariato?

Oggi non è più possibile improvvisare il volontariato. Molti pensano ancora che bastino buona volontà e disponibilità personale, ma in realtà le associazioni devono affrontare problematiche molto complesse. Ci sono questioni amministrative, assicurative, normative e organizzative che richiedono competenze specifiche. Chi gestisce realtà del terzo settore deve confrontarsi quotidianamente con sicurezza, gestione dei volontari, responsabilità civili, aspetti fiscali e burocrazia. Questo significa che il volontariato moderno richiede sempre più preparazione e professionalità, soprattutto quando si opera in settori delicati come quello sociale e dell’assistenza alimentare.

Quanto pesa laspetto economico sulle associazioni?

Pesa moltissimo. Le associazioni sono state chiamate negli anni ad adeguarsi a nuovi obblighi e nuove regole senza però ricevere sostegni economici adeguati. Il Codice del Terzo Settore ha introdotto tanti adempimenti burocratici che inevitabilmente hanno aumentato difficoltà e costi di gestione. Molte realtà, soprattutto quelle più piccole, fanno fatica persino a sostenere le spese ordinarie. Eppure continuano a garantire servizi fondamentali per le persone più fragili. Questo è un tema che andrebbe affrontato con maggiore attenzione, perché il rischio è mettere in difficoltà proprio chi svolge una funzione sociale indispensabile.

Qual è la sfida principale per il futuro del terzo settore oggi?

Sicuramente la capacità di costruire una progettazione più strutturata e di cercare risorse anche fuori dai circuiti tradizionali. Oggi non basta più guardare soltanto ai contributi locali o regionali. Bisogna imparare a partecipare a bandi europei e internazionali e sviluppare competenze specifiche nella progettazione. Questo significa investire nella formazione. Le associazioni devono poter contare su persone preparate nella gestione amministrativa, nella ricerca di finanziamenti e nella costruzione dei progetti. Senza queste competenze si rischia di perdere opportunità importanti.

Quanto è importante il volontariato nel contrasto alla povertà?

È fondamentale. Ogni giorno incontriamo persone e famiglie che senza il supporto delle associazioni avrebbero enormi difficoltà. Il volontariato oggi rappresenta una rete sociale indispensabile che spesso riesce a intervenire in modo rapido e concreto laddove le istituzioni non riescono ad arrivare immediatamente. Ma oltre agli aiuti materiali c’è anche un aspetto umano molto importante. Le persone che si rivolgono alle associazioni spesso hanno bisogno non solo di sostegno economico, ma anche di ascolto, attenzione e relazioni umane. Il volontariato serve anche a questo: a restituire dignità e vicinanza alle persone.

Qual è il suo messaggio finale?

Credo sia importante riconoscere il valore concreto del lavoro svolto ogni giorno dalle associazioni e dai volontari. Dietro ogni attività ci sono persone che dedicano tempo, energie e responsabilità al bene comune senza cercare visibilità personale. Il volontariato rappresenta un patrimonio umano e sociale enorme che va sostenuto e valorizzato, perché senza questa rete molte fragilità del territorio rimarrebbero completamente sole.

Redazione

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