La sezione ternana della Lega ha annunciato la propria partecipazione alla fiaccolata cittadina di giovedì 11 giugno, in programma alle ore 21 con percorso da Piazza della Repubblica a Piazza Tacito, contro l’ipotesi di accorpamento della ASL Umbria 2 e il trasferimento della sede fuori dal territorio ternano. Il partito invita iscritti, simpatizzanti e cittadini a partecipare a quella che definisce una mobilitazione che riguarda «il futuro della città, dei suoi servizi e della sua autonomia territoriale».
Nel comunicato, la Lega di Terni inquadra la vicenda sanitaria come l’ultimo di una serie di colpi inferti al territorio dalla Giunta regionale guidata dalla Presidente Stefania Proietti. Tra i precedenti citati figurano il ricorso al TAR che avrebbe di fatto bloccato il progetto Stadio-Clinica, il rallentamento del percorso per il nuovo ospedale e l’annuncio del trasferimento del centro riabilitativo Domus Gratiae. L’accorpamento della ASL, secondo il partito, rappresenterebbe un ulteriore allontanamento dei centri decisionali dall’Umbria meridionale, con ricadute sulla capacità di programmazione sanitaria locale.
Il giudizio politico si fa più netto sul fronte fiscale: la Lega sottolinea come tutto questo avvenga contestualmente all’aumento di IRPEF e IRAP deciso dalla Giunta Proietti, misure che colpirebbero lavoratori, pensionati, famiglie e imprese. «Anche i cittadini ternani pagano le tasse e hanno il diritto di pretendere servizi adeguati e una sanità efficiente, non nuovi tagli e ulteriori penalizzazioni», si legge nella nota.
Il partito contesta poi il racconto istituzionale sulla sanità regionale. A fronte delle dichiarazioni della Presidente Proietti sulla necessità di risparmi e razionalizzazioni, la Lega registra un peggioramento delle liste d’attesa, la difficoltà di accesso a numerose prestazioni e un numero crescente di cittadini costretti a ricorrere alla sanità privata o a rinunciare alle cure, tutto nell’arco di un anno e mezzo di governo regionale.
Il comunicato si chiude con un riferimento esplicito alle tensioni interne al Partito Democratico sulla questione, rispetto alle quali la Lega dichiara di non voler entrare, scegliendo invece di «schierarsi con i ternani» e di essere presente in piazza l’11 giugno. «Terni non può essere trattata come una periferia», conclude la nota.
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