Cgil Terni ribadisce: “No a esternalizzazione dei nidi comunali, si assuma personale”

Asili nido comunali al centro dello scontro politico e sindacale: critiche alla gestione degli immobili Pnrr e al piano del Comune di Terni

L’assemblea generale della Cgil Terni, riunitasi mercoledì 24 gennaio, interviene con una posizione netta contro il percorso di esternalizzazione dei nidi comunali, dopo la discussione in commissione consiliare e le dichiarazioni del sindaco Stefano Bandecchi sul tema del personale educativo.

Al centro della contestazione sindacale c’è la scelta dell’amministrazione di affidare in concessione la gestione dei due asili nido realizzati o ristrutturati con fondi Pnrr e Piano Periferie, una decisione giudicata “inaccettabile” per l’utilizzo di risorse pubbliche su immobili poi destinati alla gestione privata.

Secondo la Cgil, il nodo non riguarda le imprese sociali eventualmente coinvolte nella gestione, ma la scelta politica di esternalizzare un servizio considerato fondamentale per la crescita e l’educazione della prima infanzia. “Il percorso di esternalizzazione non può essere la soluzione possibile”, afferma il sindacato, esprimendo contrarietà alla linea adottata dal Comune.

La Giunta comunale avrebbe confermato l’intenzione di procedere con l’affidamento esterno dei nidi di via Cadore e Peter Pan, una scelta che, secondo la Cgil, si inserisce in un contesto di forte squilibrio tra domanda e offerta di servizi educativi. A fronte di 173 richieste di iscrizione, i posti disponibili risultano infatti significativamente inferiori.

Nel comunicato viene inoltre richiamata la decisione di non procedere con nuove assunzioni previste da un precedente piano, scelta che il sindacato collega a una visione definita “miope” della programmazione dei servizi pubblici.

Si tratta di una visione che taglia sul futuro dei bambini ternani per concentrare le risorse su altri capitoli di spesa”, sostiene la Cgil, criticando l’impostazione complessiva della politica comunale sui servizi educativi.

Il sindacato sottolinea inoltre come il problema dell’offerta pubblica per la prima infanzia sia strutturale e radicato da anni, con un sistema che spesso costringe le famiglie a rivolgersi al settore privato e a sostenere costi sempre più elevati.

Particolare attenzione viene posta anche alla carenza di personale, nonostante la presenza di graduatorie ancora utilizzabili, elemento che secondo la Cgil renderebbe non inevitabile il ricorso all’esternalizzazione. “Riteniamo che l’emergenza sia stata appositamente creata per favorire il processo di esternalizzazione”, afferma l’organizzazione sindacale.

Nel documento viene anche richiamato il valore storico del sistema dei nidi comunali, considerati un presidio educativo consolidato nel tempo. “Con l’esternalizzazione dei nidi si perde un pezzo di storia cinquantennale e un patrimonio educativo costruito nel tempo”, evidenzia la Cgil, sottolineando il ruolo dei servizi per l’infanzia come parte integrante del sistema pubblico di istruzione.

Per il sindacato, dunque, i nidi non rappresentano soltanto un supporto alle famiglie, ma un elemento centrale della formazione educativa dei bambini e della coesione sociale del territorio.

Redazione

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