Inchiesta Bandecchi, le reazioni: “Gioco al massacro, non ci guadagna nessuno”

Inchiesta su Bandecchi: Orsini, Schenardi e Gentiletti garantisti, Verini (Pd) chiede le dimissioni. Botta e risposta con Batini.

A Terni si moltiplicano le reazioni politiche dopo l’apertura dell’inchiesta giudiziaria che coinvolge Stefano Bandecchi, sindaco e presidente della Provincia. Nelle ultime ore sono intervenuti esponenti di diversi schieramenti, con posizioni nettamente contrapposte: da un lato chi invoca la presunzione di innocenza, dall’altro chi chiede un passo indietro immediato. A colpire è soprattutto il silenzio prolungato di gran parte del centrodestra cittadino, con poche voci finora uscite allo scoperto.

Il primo a intervenire è stato Valdimiro Orsini, consigliere comunale del gruppo Masselli Sindaco, che ha dichiarato: “Rinnovo la mia totale fiducia nel lavoro della magistratura e dei magistrati inquirenti, nei cui confronti nutro il massimo rispetto.” Orsini ha aggiunto di essere “profondamente convinto della sua totale estraneità ai fatti”, richiamando lo spirito garantista della Costituzione secondo cui “la presunzione di innocenza non è un optional, ma un diritto sacrosanto di ogni cittadino fino a sentenza passata in giudicato”. Il consigliere ha poi criticato “alcuni partiti politici che stanno cavalcando la vicenda”, ricordando che “i giudizi non si fanno sui social o nelle piazze, ma nelle sedi a ciò deputate”, e ha invitato la città ad affrontare il momento “con serenità e tranquillità”.

Sulla stessa linea l’ex assessore Marco Schenardi, che ha scritto: “Non sempre sono stato d’accordo con lui e con i suoi modi […] ma oggi io sono con Stefano Bandecchi sia come sindaco sia come presidente della provincia ma soprattutto come uomo.” Schenardi ha esteso la propria vicinanza “a chi lavora con serietà in provincia e che non merita tutto ciò”, definendo la vicenda una gogna mediatica per la quale “nessuno risarcirà” gli interessati. L’ex assessore ha inoltre attaccato il centrosinistra, sostenendo che “a sinistra […] non passa il vizio di invocare la magistratura per affossare gli avversari politici”, e ha chiuso l’intervento con un pensiero rivolto alla Ternana.

Posizione più articolata quella dell’ex consigliere comunale Alessandro Gentiletti, presidente di Terni Valley, secondo cui “le persone sono assolutamente imparagonabili, tanto per stile che per cultura politica”, pur riconoscendo che “di quelli attuali giustamente poco ancora si sa, vigendo il segreto investigativo“. Gentiletti ha denunciato che “la classe dirigente politica appare sempre meno credibile, soprattutto quella che chiede giustamente prudenza e garantismo quando è coinvolta la sua parte politica ma poi si lancia all’assalto quando è coinvolto l’avversario”, aggiungendo che “da questo gioco al massacro non ci guadagna nessuno”.

Di segno opposto la posizione del senatore del Partito Democratico Walter Verini, secondo cui “a Bandecchi rimane una sola cosa da fare: dimettersi.” Il senatore ha accusato il sindaco di aver “offeso e umiliato la comunità di Terni”, ricordando le denunce presentate “insieme alle opposizioni a tante forze e tanti cittadini, in Parlamento e nella città”, e ha concluso: “Ora, se ha un minimo di decenza, se ne vada.” Stesse parole da Rifondazione Comunista e dal Patto Avanti.

A rispondere è Claudio Batini, consigliere di Alternativa Popolare, che ha collegato l’indagine a “un appalto della Provincia di somma urgenza per soli 130 mila euro con una ditta di fiducia dell’amministrazione”. Batini ha chiesto “formalmente al senatore Verini di poter conoscere l’esito delle richieste fatte alla sua persona e a quella della parlamentare Pavanelli del M5S”, citando temi come i 250 milioni di nuove tasse della giunta Proietti, l’ospedale di Terni, l’accorpamento della Asl a Perugia e i disagi dei pendolari sulla tratta Terni-Orte-Roma. Il consigliere ha inoltre rivendicato i risultati della maggioranza, parlando di “fatti concreti che non si vedevano dai tempi di Ciaurro sindaco”.

Mirko Presciuttini, capogruppo di Ap in Provincia, scrive: “Stop ai processi mediatici, piena fiducia a Stefano Bandecchi. Come capogruppo di Alternativa Popolare esprimo totale sostegno al Presidente Stefano Bandecchi. Bandecchi è un amministratore che lavora ogni giorno per la città e per tutti i cittadini della provincia.
Ritengo strumentale ogni tentativo di delegittimazione prima ancora degli accertamenti, in Italia vale la presunzione di innocenza, spetta alla magistratura e alla Guardia di Finanza accertare i fatti, a noi il dovere di non alimentare gogne mediatiche come spesso accade da chi, privo di idee, tenta di affossare l’avversario politico di turno per un proprio tornaconto con menzogne e accuse infamanti”

Redazione

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