Il Tribunale di Milano, sezione Crisi di Impresa, con decreto del 24 giugno 2026, è intervenuto sulla procedura relativa alla vendita del compendio industriale di Nera Montoro, nel territorio del Comune di Narni, all’interno di una liquidazione giudiziale. Il provvedimento ha accolto le osservazioni presentate dall’amministrazione comunale, disponendo la rinnovazione della gara di vendita sulla base di una perizia e di un avviso aggiornati.
La vicenda riguarda un’area industriale che include anche infrastrutture idriche alimentate dalle sorgenti Colle Nibbio e Cavour, tema centrale della contestazione sollevata dal Comune. Proprio su questo punto l’ente locale ha evidenziato la necessità di distinguere tra proprietà immobiliare e gestione della risorsa idrica, sottolineando come le falde idriche pubbliche rappresentino un bene primario da tutelare.
Secondo quanto riportato nella nota dell’amministrazione, il nodo principale riguarda il fatto che la concessione di derivazione dell’acqua pubblica non si trasferisce automaticamente con la vendita degli immobili. Nel documento si precisa infatti che “l’eventuale subentro è subordinato a una specifica valutazione dell’autorità competente”, secondo la normativa vigente in materia di acque pubbliche.
Il Comune di Narni ha quindi ritenuto fondamentale che la procedura di vendita garantisse un quadro informativo completo e trasparente per tutti i potenziali partecipanti. L’obiettivo era evitare qualsiasi sovrapposizione tra la titolarità delle aree industriali e la gestione della risorsa idrica, considerata strategica per il territorio. In questo senso, la posizione dell’ente si è concentrata sulla necessità di proteggere l’interesse pubblico legato all’acqua.
Il Tribunale ha condiviso l’impostazione dell’amministrazione, stabilendo che la documentazione di gara dovrà essere integrata con chiarimenti specifici. Nella nuova perizia viene infatti ribadito che la concessione idrica non è automaticamente trasferibile all’aggiudicatario e che ogni eventuale subentro richiede un autonomo provvedimento da parte dell’autorità competente. Un passaggio che rafforza il principio di separazione tra bene immobiliare e diritto di utilizzo della risorsa idrica.
La decisione riguarda un’area già caratterizzata da una forte frammentazione interna. Il sito industriale di Nera Montoro ospita infatti diverse attività produttive attualmente operative, distribuite su porzioni differenti del compendio. Questo elemento, secondo l’amministrazione, rende necessaria una lettura più articolata della vicenda, evitando semplificazioni che potrebbero alterare la comprensione del quadro giuridico e urbanistico.
Negli ultimi giorni erano emerse ipotesi su possibili acquisizioni pubbliche di parti dell’area industriale. Tuttavia, secondo quanto chiarito dall’ente locale, tali soluzioni non inciderebbero sul regime della concessione idrica né risolverebbero le questioni strutturali legate alla gestione delle infrastrutture presenti. L’attenzione resta quindi focalizzata sulla procedura di vendita rinnovata dal Tribunale.
Nel documento del Comune viene inoltre sollevato un interrogativo sull’uso delle risorse pubbliche, sottolineando la necessità di valutare con attenzione ogni eventuale intervento di acquisto da parte dell’ente. L’amministrazione ribadisce che il proprio ruolo principale è quello di vigilare sulla tutela dei beni pubblici, a partire dalle risorse idriche, seguendo gli sviluppi della nuova procedura e verificando le future destinazioni produttive dell’area.
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