L’eccellenza medica umbra taglia un traguardo fondamentale nel campo della chirurgia funzionale e del benessere del paziente. Presso l’Ospedale “Santa Maria della Stella” di Orvieto, l’équipe della Struttura Semplice Dipartimentale di Chirurgia Multidisciplinare ha eseguito con successo il primo impianto in Umbria di un neuromodulatore sacrale. La procedura specialistica contrasta l’incontinenza fecale nei soggetti che non rispondono ai trattamenti conservativi tradizionali. Questo storico intervento corona un percorso di formazione biennale avviato dall’équipe chirurgica orvietana, mirato a introdurre sul territorio una metodologia innovativa già attiva nei principali centri nazionali. L’operazione posiziona il presidio ospedaliero come punto di riferimento regionale, potenziando in modo significativo la rete assistenziale della Usl Umbria 2.
Come funziona il dispositivo e il protocollo clinico applicato
La terapia si sviluppa attraverso un protocollo clinico rigido e personalizzato per garantire la massima efficacia terapeutica. L’équipe medica ha inizialmente sottoposto la paziente a una fase preliminare di test, registrando un netto miglioramento dei sintomi. Successivamente, i chirurghi hanno inserito il dispositivo definitivo, che agisce mediante la stimolazione elettrica mirata dei nervi sacrali. Questo impulso continuo ripristina la corretta funzionalità del pavimento pelvico, restituendo al paziente il controllo della continenza. Oltre all’incontinenza fecale, la neuromodulazione sacrale ad Orvieto trova applicazione anche nella cura di altre patologie funzionali complesse. Tra queste spiccano alcune forme di incontinenza urinaria, la cistite interstiziale e il dolore pelvico cronico.
Vincere il disagio sociale grazie alla sanità a chilometro zero
La disponibilità di questa tecnologia rappresenta una svolta non solo clinica, ma anche profondamente psicologica e sociale. Il direttore della Chirurgia Multidisciplinare, il dottor Andreino Tassi, evidenzia come queste patologie creino spesso barriere di riservatezza, isolamento e forte imbarazzo nei pazienti. Molte persone nascondono la malattia ai medici, compromettendo gravemente la propria qualità di vita quotidiana. Offrire questa opzione terapeutica avanzata direttamente in Umbria evita la migrazione sanitaria verso altre regioni, garantendo una risposta assistenziale immediata e vicina. La neuromodulazione sacrale ad Orvieto risponde così a un bisogno terapeutico finora sommerso, offrendo un percorso di cura protetto e altamente specializzato.
Una sinergia multidisciplinare per lo sviluppo della rete aziendale
Il successo dell’intervento scaturisce da una perfetta cooperazione tra diversi settori e figure professionali del presidio ospedaliero. Il dottor Tassi, insieme ai colleghi Alessandro Massara e Walter Bugiantella, ha ringraziato pubblicamente la Direzione Aziendale per il sostegno economico nell’acquisizione del dispositivo. Il progetto ha coinvolto direttamente lo staff degli anestesisti guidati dal dottor Tommaso Ciacca e il servizio di Farmacia con la dottoressa Luciana Negroni. Fondamentale si è rivelato anche l’apporto del personale infermieristico coordinato da Rachele Romanelli. Attraverso l’introduzione di queste nuove competenze, la Usl Umbria 2 persegue l’obiettivo di valorizzare i propri professionisti, elevando lo standard qualitativo dei servizi sanitari territoriali.
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