Il dibattito sulla riscossione dei tributi locali accende l’aula di Palazzo Spada a Terni. Il Comune ha annunciato l’intenzione di procedere con la sanatoria delle cartelle esattoriali affidate ad Ader per il periodo 2000-2018, azzerando sanzioni e interessi. La misura punta ad alleggerire il carico fiscale sui contribuenti, ma ha sollevato repentine contestazioni politiche da parte del centrodestra. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Roberto Pastura, ha definito l’atto della giunta guidata da Stefano Bandecchi incompleto e monco. La critica principale si concentra sull’esclusione degli anni più recenti dal provvedimento di sanificazione del debito, lasciando fuori dalla tutela comunale proprio le annualità caratterizzate dalla crisi economica e sanitaria legata alla pandemia globale.
La denuncia di Fratelli d’Italia sui carichi affidati a Ica e Municipia
Al centro della contestazione di FdI si colloca la totale assenza di tutele per i carichi tributari affidati ai riscossori privati Ica e Municipia tra il 2019 e il 2023. Secondo l’esponente della minoranza, l’azione pubblica si limita a guardare a un passato troppo remoto, escludendo proprio i momenti di massima emergenza sociale ed economica. Come dichiarato dallo stesso Pastura durante la seduta di Consiglio: “Non basta occuparsi del passato più lontano, serve una grande attenzione anche, e soprattutto, ai carichi affidati ai riscossori privati Ica e Municipia nel periodo 2019-2023. Parliamo di un arco temporale decisivo, lo stesso che richiama la logica della rottamazione quinquies voluta dal Governo Meloni. Dentro quegli anni c’è stata una pandemia mondiale, c’è stato il Covid.”
Il dramma sociale delle famiglie ternane durante il lockdown
La richiesta di estensione temporale nasce dall’analisi delle ripercussioni generate dalle restrizioni sanitarie sui bilanci dei contribuenti. Durante l’emergenza, la cassa integrazione e il crollo della liquidità hanno costretto molte famiglie a scegliere tra la spesa alimentare e il pagamento delle tasse locali. Oggi, la mancanza di una rottamazione delle cartelle a Terni per gli anni della pandemia si traduce in pignoramenti dello stipendio e ingiunzioni esecutive. Pastura evidenzia la gravità della situazione: “In quel periodo, per molti cittadini, la scelta non è stata tra pagare o non pagare. La scelta, spesso, è stata molto più drammatica: fare la spesa, pagare l’affitto, mantenere la famiglia, oppure versare un tributo locale. Oggi alcuni si trovano davanti a pignoramenti e ingiunzioni. Questa è una ferita sociale che un Comune non può limitarsi a osservare da lontano.”
La proposta operativa: un’istruttoria tecnica urgente
Per superare lo stallo finanziario, l’opposizione sollecita la giunta a predisporre immediatamente un’istruttoria tecnica approfondita sui registri contabili delle società concessionarie private. Viene ritenuto fondamentale mappare la massa debitoria complessiva accumulata, distinguendo i dati per anno di imposta, per tipologia di tributo e per categoria di contribuente coinvolto. Pastura propone una soluzione pragmatica: “Il Comune dovrà aprire un confronto operativo con i riscossori privati e verificare ogni strada utile per consentire ai cittadini di aderire a una definizione agevolata anche su questi carichi. Su questo strumento non occorrono prese di posizione, ma approcci pragmatici e operativi.”
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