Il recupero dell’ex Tiro a volo di Cesi è stato presentato alla ventesima edizione del RemTech Expo di Ferrara, hub tecnologico ambientale di rilevanza internazionale dedicato al risanamento, alla rigenerazione e allo sviluppo sostenibile. Il Comune di Terni ha illustrato l’intervento realizzato nell’area, concluso nel marzo 2026 grazie a un finanziamento PNRR da 950 mila euro. A presentare il progetto è stata Giorgia Imerigo, ingegnere della direzione Ambiente del Comune di Terni, in collaborazione con la società Nce di Brescia, che ha curato la progettazione della riqualificazione. L’iniziativa è rientrata nei lavori dell’hub per la Transizione Tecnologica Ecologica, che riunisce istituzioni, università, centri di ricerca e imprese per affrontare gli aspetti tecnici e scientifici della transizione ecologica.
Un intervento complesso in un’area Natura 2000
La riqualificazione dell’ex Tiro a volo di Cesi ha richiesto un percorso tecnico e amministrativo particolarmente complesso. L’area appartiene infatti al Sito Natura 2000, elemento che ha condizionato le modalità di realizzazione dell’intervento. Tra gli aspetti più impegnativi ci sono stati il lungo iter regionale per l’approvazione dello studio di incidenza e le prescrizioni relative ai periodi dell’anno nei quali era possibile operare. Sono state inoltre fissate limitazioni sulla quantità di rifiuti derivanti dalle precedenti attività di tiro che potevano essere rimossi, così da evitare alterazioni degli habitat presenti.
Rimossi piattelli, plastica e pallini di piombo
I lavori di messa in sicurezza di emergenza si sono conclusi nel primo trimestre del 2026. L’intervento ha riguardato principalmente la rimozione dei materiali antropici presenti nell’area, tra cui frammenti di piattelli, borre in plastica e pallini di piombo. La morfologia del sito, caratterizzata soprattutto da aree boscate, ha rappresentato un’ulteriore difficoltà, insieme alla complessità di accesso per mezzi e macchinari industriali. Nel corso dell’intervento sono state inoltre effettuate indagini ambientali per caratterizzare i suoli e i materiali presenti, oltre a un’analisi del rischio sanitario e ambientale.
Cesi, riqualificazione ambientale con ingegneria naturalistica
Il progetto ha previsto anche un’importante opera di ingegneria naturalistica sul fronte del terrapieno, finalizzata alla riqualificazione dell’area e alla crescita delle specie vegetali autoctone. Le analisi ambientali hanno evidenziato il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione soprattutto per alcuni parametri, tra cui piombo, arsenico, antimonio e idrocarburi policiclici aromatici. L’intervento, finanziato dal PNRR nell’ambito dell’accordo di programma sottoscritto nel 2023 con Mase e Regione Umbria, ha permesso di affrontare il recupero di un sito dismesso caratterizzato da particolari vincoli ambientali e naturalistici.
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