Il Comitato Via del Centenario ha espresso profondo rammarico e delusione per il parere favorevole della Prima Commissione consiliare del Comune di Terni alla realizzazione di nuove strutture commerciali lungo via del Centenario. Il comitato lo ha comunicato con una nota, in vista del Consiglio comunale, al quale annuncia la presenza di una delegazione. Alla base della contrarietà ci sono il rischio di un aggravio del traffico, legato alla prevista rotatoria, e il consumo di suolo. Sulla vicenda sono intervenute anche Confcommercio Terni e Confartigianato Imprese Terni, che contestano il nuovo insediamento.
Le preoccupazioni dei cittadini di Terni Nord
Secondo il comitato, la decisione della Commissione non tiene conto delle preoccupazioni già manifestate dai cittadini di Terni Nord. Al centro delle critiche c’è la costruzione di un’ulteriore rotatoria su una strada che viene definita già fortemente congestionata. Via del Centenario ha una sola corsia per senso di marcia e rappresenta un collegamento fondamentale con il centro cittadino per circa 30.000 abitanti. Per il comitato, una nuova rotatoria rischia di peggiorare i problemi di viabilità e la qualità della vita dei residenti.
Consumo di suolo e cementificazione
Il comitato dichiara una contrarietà altrettanto netta al consumo di suolo e alla progressiva cementificazione del territorio. Giudica contraddittorio parlare di tutela dell’ambiente e sostenibilità mentre si autorizzano interventi che sottraggono spazi liberi e aumentano le superfici cementificate. Precisa però di non essere contrario allo sviluppo, ma a scelte che, a suo avviso, ignorano le esigenze dei cittadini e la salvaguardia del territorio.
L’appello ai consiglieri comunali
Il comitato sarà presente al Consiglio comunale con una delegazione e chiede a tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, di non ignorare la voce di cittadini, associazioni, partiti e gruppi che hanno espresso contrarietà al progetto. Li invita inoltre ad assumersi la responsabilità di una scelta dalle conseguenze durature sulla viabilità e sul futuro del territorio. L’auspicio è che l’assemblea metta al primo posto l’interesse della collettività, facendo appello, si legge nella nota, “esclusivamente al buon senso e non a calcoli o interessi particolari”.
La posizione di Confcommercio e Confartigianato
Sul fronte delle categorie economiche, Confartigianato Imprese Terni e Confcommercio Terni ribadiscono la loro ferma contrarietà al nuovo insediamento e chiedono all’Amministrazione comunale una ulteriore revisione del DPAC, il Documento di Programmazione delle Attività Commerciali. Secondo le associazioni, la città non ha bisogno di nuove superfici di vendita, ma di opportunità di sviluppo economico, di una strategia per contrastare il declino demografico e di interventi che rendano più attrattivi il centro e i quartieri. In un mercato che non cresce, aumentare l’offerta commerciale significherebbe soltanto spostare i consumi da un’attività all’altra, aggravando la crisi dei negozi di vicinato.
Questa posizione è stata espressa durante le recenti audizioni della Prima Commissione consiliare. In quella sede le associazioni hanno sostenuto che il progetto non porterà benefici concreti ai consumatori e rischia di indebolire il tessuto commerciale esistente. Hanno ricordato che l’Umbria dispone già di una dotazione di superfici commerciali organizzate per abitante tra le più elevate del Paese in rapporto alla capacità di spesa, e che nella provincia di Terni persistono dinamiche inflattive, segno che più offerta non si è tradotta in vantaggi sui prezzi.
Liberalizzazione, mobilità e medie strutture di vendita
Confartigianato e Confcommercio attribuiscono alla progressiva liberalizzazione del settore commerciale una proliferazione eccessiva di medie strutture di vendita nelle aree industriali, artigianali e periurbane. Il risultato, a loro giudizio, è un centro urbano desertificato sul piano commerciale, con la chiusura di numerose attività di vicinato e un conseguente degrado urbano. Per questo ritengono che esistano ragioni di interesse generale per una regolamentazione più rigorosa e selettiva delle nuove aperture, in particolare per le categorie M2 e M3.
Le associazioni sollevano dubbi anche sulla mobilità. Nella zona di via del Centenario i flussi di traffico sono già elevati e le criticità viarie note, e ritengono che affidarsi solo a nuove rotatorie sia una semplificazione. Preoccupa inoltre che la variante urbanistica necessaria al progetto gravi su infrastrutture progettate per alleggerire il traffico di Borgo Rivo, con il rischio di comprometterne la funzionalità.
La richiesta all’Amministrazione comunale
Le due associazioni chiedono all’Amministrazione di decidere quale modello di sviluppo commerciale intenda perseguire, superando le valutazioni caso per caso e le deroghe consentite dalle modifiche al DPAC. Propongono una visione complessiva fondata su rigenerazione urbana, vitalità del centro cittadino, vivibilità dei quartieri e tutela del commercio di prossimità. Chiedono infine l’apertura immediata di un confronto sul futuro commerciale della città e sulla revisione del DPAC.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.