Un piano radicale per la gestione del verde urbano a Terni è entrato in vigore il primo marzo, portando con sé una trasformazione epocale nella cura di parchi, giardini e aree pubbliche.L’assessore comunale alle Manutenzioni Marco Iapadre fa il punto rivendicadnol’efficacia dell’amministrazione nel reperire risorse aggiuntive senza accendere nuovi mutui, puntando a un miglioramento netto della qualità del servizio.
Un contratto da 7 milioni e 200 mila euro, che introduce interventi più frequenti e mirati: “L’erba e la vegetazione che venivano tagliate una o due volte l’anno, avranno fino a 14 passaggi delle macchine operatrici”, ha spiegato Iapadre, parlando di una “svolta epocale”. Il piano prevede fino a 11 tagli annuali nelle aree meno curate in passato, e fino a 14 in quelle che già ricevevano manutenzione più regolare.
Non solo sfalci, ma anche un vero e proprio potenziamento delle attività su tutta la filiera del verde. Iapadre illustra i numeri dell’appalto: “Abbiamo avuto sin qui 7 interventi annui di potatura di siepi e arbusti, 7 interventi di scerbatura e spollonatura, 5 interventi per la manutenzione delle fioriere, 30 irrigazioni di soccorso con gestione degli impianti 3 pulizie di laghetti e fontane in aree simboliche come La Passeggiata e Campofregoso
“Rivendichiamo la capacità di aver reperito risorse aggiuntive per oltre due milioni rispetto al passato, senza accendere nuovi mutui”, ha sottolineato l’assessore, aggiungendo che il progetto è stato finanziato interamente dal bilancio dell’Ente, a riprova di una strategia amministrativa oculata.
Dal punto di vista operativo, il servizio sarà garantito da quattro squadre durante l’inverno e almeno otto dalla primavera all’autunno, quando la crescita del verde è più intensa. “Sarà possibile intervenire anche due volte al mese nelle aree di maggior pregio”, ha assicurato Iapadre, “mantenendo costantemente l’erba alla giusta altezza”.
Ma sull’assegnazione dell’appalto, arriva un ricorso al Tar. Il vicesindaco Riicardo Corridore replica sarcastico: “Ciò che ci fa sorridere è che la capofila, Coop 134, è di Rimini. Eppure si diceva che si dovevano privilegiare le aziende locali”. Una contraddizione, secondo Corridore, “che mostra come si predichi bene ma si razzoli male”.
Il Comune, comunque, si costituirà in giudizio. “Siamo sereni – ha concluso il vicesindaco – perché il dirigente ritiene di aver fatto in pieno il suo dovere e rispettato tutte le normative vigenti”.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.