Teatro Secci gremito per il ricordo di Marcello Ricci

Folla e commozione al teatro Secci nel ricordo del professore, filosofo e animatore del Progetto Mandela. I saluti e ricordi istituzionali

Folla delle grandi occasioni nel pomeriggio di Lunedì 24 Novembre al Teatro Secci per il ricordo di Marcello Ricci, il professore di filosofia, intellettuale, poeta e attivista scomparso sabato 22 Novembre all’età di 80 anni.

Il feretro al centro del palco, una foto e un microfono dal quale si sono alternati tantissimi ricordi per un funerale laico organizzato dagli amici di sempre, Irene Loesch e Tommaso Onofri, che con lui fondarono Progetto Mandela, il grande laboratorio sui diritti umani e civili che è stato palestra per tanti in città.

Fra gli interventi più sentiti quello di Francesco Pullia, anima dei Radicali ternani e amico fraterno di Ricci e quelli del giornalista Andrea Giuli, altro compagno di antica militanza radicale: “Ti prometto, come ho detto oggi in teatro, di continuare ad applicare male i tuoi insegnamenti. In fondo, non sono i migliori che se ne vanno spesso anzitempo (i migliori non esistono) ma solo i più ganzi e i più liberi. Come te“, ha detto.

Anche la Regione, con la presidente Stefania Proietti, il vicepresidente Tommaso Bori e il consigliere Luca Simonetti hanno voluto ricordare la figura umana, di intellettuale e filosofo di Ricci. “Con la sua ironia mai offensiva, la sua coerenza nei valori e la passione per il sapere – ha sottolineato la presidente Proietti – ha lasciato un’impronta profonda nella nostra regione. Ricordiamo  un uomo che credeva nella forza trasformativa della cultura e della comunità. Il suo esempio, autenticamente libero e creativo, continuerà a vivere come stimolo e guida per quanti operano nel nome dell’educazione e della solidarietà. Con la speranza che il suo lascito possa ispirare nuove generazioni – ha concluso – rinnovo il ringraziamento per quanto ha donato e l’affetto per quanti lo piangono. La sua voce rimarrà viva nelle nostre istituzioni, nelle nostre scuole e nel nostro impegno quotidiano”.

“Ricci è stato un educatore raro, capace di trasformare l’insegnamento in un esercizio quotidiano di libertà, curiosità e responsabilità civile- scrive Bori–    Con il Progetto Mandela ha costruito uno spazio di crescita per generazioni di ragazze e ragazzi, offrendo loro strumenti per comprendere il mondo e per prendersene cura. È stato una voce limpida e coraggiosa a difesa dei diritti umani, un animatore instancabile di percorsi culturali che hanno saputo tenere insieme pensiero critico, creatività e partecipazione. Oggi più che mai, nella scuola e nel mondo della cultura c’è bisogno di figure come la sua: capaci di educare alla complessità, di coltivare il dialogo, di tenere aperti gli spazi democratici in cui le nuove generazioni possano crescere libere e consapevoli”.

“La mia famiglia – scrive Simonetti – ha avuto il privilegio di vivere gli anni del cambiamento culturale di Terni in prima linea. È fin troppo semplice fare paragoni con la Terni di oggi, dove non mancano giovani e capacità, ma che troppo spesso sono costretti a svilupparsi lontano dalla propria terra.Persone che volevano abbracciare il cambiamento senza dimenticare le proprie radici. L’esperienza di Radio Evelyn, la ferita delle prime morti per overdose quando l’eroina arrivò in città, e quella riflessione collettiva che portò Marcello e mio padre a raccogliere le voci dei giovani poeti nel libro I Versi del Nera. E senza dimenticare i progetti arrivati dopo, come il progetto Mandela, che oggi andrebbe rilanciato con coraggio e che continua a sopravvivere grazie all’impegno ostinato di poche persone appassionate”.

“Non scrivo queste parole come consigliere regionale, ma come cittadino che ha avuto la fortuna di conoscere Marcello Ricci e altri protagonisti di quella stagione, come Sergio Coppi, Visconti, Grifoni. Oggi sembra quasi che appartenessero a un’altra Terni, una Terni che faceva scuola invece di inseguire. Una città che oggi appare più stordita, senza punti di riferimento, troppo spesso pronta a seguire la prima menzogna urlata”

Il ricordo dell’assessore comunale alla cultura Michela Bordoni: “Marcello Ricci è stata una colonna robusta e preziosa sulla quale hanno poggiato il loro sapere e la loro formazione intere generazioni di studenti ternani. Se ne va una figura alta di questa città – dichiara l’assessore alla Cultura Michela Bordoni – impegnata nella scuola e nella istruzione in senso ampio, quella che guarda al giusto apprendimento delle nozioni ma anche, soprattutto, alla formazione di coscienze critiche, perchè qualunque siano le loro opinioni, è giusto che i futuri cittadini abbiano una loro idea, una capacità di elaborare quanto proviene dall’esterno.
Marcello Ricci è stato molte cose, un professore di liceo, un animatore culturale e sociale, un intellettuale. Il progetto Mandela è destinato a rimanere nella storia della città di Terni come laboratorio di discussione, espressione, di dialogo e inclusione.

Redazione

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