Finto maresciallo, anziani truffati per 10.000 euro: fermati ad Orvieto due adolescenti

Controllo della Polizia Stradale di Orvieto a Ponzano Romano: nell’auto una 500 con ragazzi di 17 e 19 anni trovati monili d’oro nascosti. Vittime due coniugi ternani di 85 e 86 anni

Un controllo lungo l’autostrada A1, all’altezza di Ponzano Romano, ha permesso alla Polizia Stradale di Orvieto di recuperare monili d’oro per un valore di oltre 10mila euro, ritenuti il bottino di una truffa ai danni di due anziani coniugi di Terni. Nell’auto fermata – una Fiat 500 – viaggiavano due giovani di 17 e 19 anni, che sono stati successivamente denunciati a piede libero per la vicenda.

L’intervento risale ai giorni scorsi, quando gli agenti hanno sottoposto a controllo la vettura lungo la carreggiata autostradale. Fin dai primi momenti, i due occupanti avrebbero mostrato un atteggiamento giudicato sospetto: nervosi ed evasivi sulle ragioni del viaggio. A quel punto, i poliziotti hanno deciso di procedere con una perquisizione personale e del veicolo, che ha portato alla scoperta di monili d’oro accuratamente nascosti all’interno dell’auto.

La successiva attività investigativa, condotta in collaborazione con la Polizia Stradale di Terni, ha permesso di ricostruire l’origine dei beni sequestrati. Secondo quanto emerso, le vittime del raggiro sarebbero due coniugi ternani di 85 e 86 anni, finiti nel mirino della cosiddetta truffa del “falso maresciallo”, un metodo già noto alle forze dell’ordine e spesso utilizzato contro persone anziane.

In base alla ricostruzione, i due anziani avrebbero ricevuto la classica telefonata da parte di un sedicente appartenente alle forze dell’ordine, che avrebbe riferito loro che la loro auto era stata usata per una rapina in gioielleria. Per questo motivo – secondo la falsa versione – i coniugi sarebbero stati invitati a consegnare tutto l’oro in loro possesso a un presunto “carabiniere in borghese”, con la scusa di effettuare verifiche e accertare che non si trattasse del bottino della rapina. Una pressione psicologica mirata a spingere le vittime ad agire in fretta, senza contattare familiari o verificare l’autenticità della chiamata.

A conclusione degli accertamenti, i due giovani sono stati denunciati a piede libero: uno alla Procura di Rieti, l’altro al Tribunale per i Minorenni di Roma, considerando l’età di uno dei due coinvolti. Il bottino recuperato, pari a oltre 10mila euro, verrà restituito a breve ai coniugi vittime della truffa.

Redazione

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