Il sindacato usb ha proclamato lo stato di agitazione del personale ospedaliero di Terni, denunciando una situazione di grave crisi organizzativa all’interno del nosocomip. Al centro della contestazione la mancata convocazione da parte dei vertici aziendali, il sistematico inadempimento delle procedure interne, la cronica carenza di personale e una reperibilità di fatto mai contrattualizzata, che i lavoratori sarebbero costretti a subire quotidianamente. La denuncia arriva in un momento in cui le tensioni nel comparto sanitario regionale si fanno sempre più acute, con il sindacato che ha scelto di coinvolgere anche il Prefetto per sbloccare uno stallo ritenuto inaccettabile.
Un dialogo negato e un’emergenza strutturale
Secondo Usb, la direzione generale dell’ospedale di Terni avrebbe opposto un netto rifiuto a qualsiasi confronto sulle criticità segnalate. Il sindacato definisce questo atteggiamento «tanto inaccettabile quanto dannoso per la salvaguardia della salute pubblica sul territorio», sottolineando come il ricorso al Prefetto rappresenti una risposta obbligata di fronte alla chiusura istituzionale dei vertici aziendali.
Al di là del mancato dialogo, la nota sindacale punta il dito su una disfunzione ancora più profonda: il mancato rispetto delle disposizioni interne che la stessa azienda ha emanato. Procedure e protocolli di sicurezza vengono sistematicamente accantonati, si legge nel documento, in nome di un’emergenza che ha ormai smesso di essere tale per diventare condizione ordinaria. Questo genera, secondo Usb, «un clima di incertezza normativa e operativa» in cui i lavoratori si trovano a dover interpretare le regole secondo la convenienza contingente dei singoli responsabili.
Carichi insostenibili e collasso dei servizi
Il nodo centrale resta quello del personale insufficiente. Usb descrive una situazione in cui i carichi di lavoro sono diventati strutturalmente insostenibili, con ritmi che compromettono non solo la qualità delle cure erogate, ma anche la salute psicofisica dei dipendenti. Non si tratta più, precisa il sindacato, di episodici picchi di attività, ma di una condizione permanente che poggia interamente sul sacrificio quotidiano dei lavoratori.
Nonostante questo, la nota sindacale riserva parole di profonda gratitudine a tutto il personale dell’azienda ospedaliera di Terni, elogiandone la lucidità, la professionalità e «una encomiabile umanità nei confronti dei pazienti» mantenuta anche nelle condizioni di massimo disagio.
Il diritto alla disconnessione come diritto alla salute
Tra le denunce più circostanziate di Usb figura quella relativa all’invasione della vita privata dei lavoratori. Reperibilità mai contrattualizzata, messaggi e telefonate al di fuori dell’orario di servizio attraverso strumenti non ufficiali sarebbero diventati prassi consolidata. Il sindacato definisce esplicitamente questa dinamica un abuso, richiamando il diritto alla disconnessione come «pilastro della dignità lavorativa» e, nel contesto sanitario, come vero e proprio diritto alla salute. «Essere sempre connessi significa essere sempre al lavoro», si legge nella nota, con la tecnologia che rischia di trasformarsi in quello che Usb chiama «il guinzaglio elettronico» con cui l’azienda tiene in ostaggio il tempo libero dei dipendenti.
La richiesta alla Regione Umbria
Usb rivolge un appello diretto alla Presidente della giunta regionale dell’Umbria, invitandola a tradurre in atti concreti le promesse fin qui rimaste tali: assunzioni indispensabili e rafforzamento delle strutture territoriali, a Terni come nel resto della regione. L’obiettivo dichiarato è invertire quello che il sindacato descrive come uno smantellamento progressivo della sanità pubblica, restituendo ossigeno a un sistema che mostra evidenti segnali di cedimento.
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Cosa si intende per turni massacranti ???
💄
Finalmente, bravi!
Pure lo sciopero
State sereni State tranquilli ci pensa la presidentissima risolvono tutto loro. Già l’ospedale sceso dal 99º a 109 posto in classifica. Vedrete che lo manderanno al 1º posto?🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣