Ospedale di Terni: nuovi ambulatori di reumatologia e laboratorio di microbiologia

Un investimento da 168 mila euro trasforma i servizi sanitari dell'hub regionale umbro, riducendo la mobilità passiva e i tempi di attesa per 200 mila abitanti

L’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni ha inaugurato i rinnovati Ambulatori di Reumatologia e il potenziato Laboratorio di Microbiologia, due strutture riqualificate al primo piano del corpo centrale dell’ospedale. I lavori, presentati nel corso di una conferenza stampa alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, sono stati finanziati con oltre 168 mila euro di fondi aziendali e rispondono all’obiettivo strategico di ridurre la mobilità passiva e migliorare la continuità assistenziale sul territorio ternano.

Reumatologia: prestazioni in crescita e tempi di attesa ridotti

Il reparto di Reumatologia ha registrato negli ultimi anni una domanda crescente di assistenza specialistica. Nel solo 2025 sono state erogate oltre 2.200 prestazioni ambulatoriali, mentre i ricoveri in Day Hospital e Day Surgery sono quasi raddoppiati, con un incremento del valore complessivo superiore al 130%. I nuovi ambulatori, ricavati negli spazi precedentemente occupati dalla Endoscopia digestiva, offrono ambienti più funzionali e percorsi ottimizzati, consentendo un monitoraggio più regolare delle patologie croniche e una collaborazione rafforzata con i Medici di Medicina Generale. Il risultato atteso è una riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso e la possibilità per i pazienti di ricevere cure nel proprio territorio senza doversi spostare fuori provincia.

Microbiologia: tecnologia real-time PCR presente in soli 7 ospedali italiani

La riqualificazione del Laboratorio di Microbiologia rappresenta il salto tecnologico più significativo del pacchetto di interventi. Grazie al potenziamento strutturale e strumentale, l’ospedale è ora in grado di effettuare circa 80.000 prestazioni che in precedenza venivano inviate ad altri laboratori regionali. Nel periodo ottobre 2024 – settembre 2025 sono state registrate oltre 35.000 prestazioni interne e più di 32.000 esterne.

Il cuore dell’innovazione è una apparecchiatura di biologia molecolare con tecnologia real-time PCR, presente in soli altri 7 ospedali italiani. Il sistema garantisce risultati molecolari in 4 ore, contro le 48-72 ore richieste dalla tradizionale emocoltura standard, con ricadute dirette sulla gestione delle infezioni gravi e della sepsi. La riorganizzazione degli spazi migliora inoltre la sicurezza dei processi diagnostici e il comfort per gli utenti.

Un modello integrato a servizio di 200 mila cittadini

I due interventi, pur operando in ambiti clinici distinti, condividono una logica sistemica: entrambi aumentano la capacità produttiva dell’ospedale, riducono i tempi diagnostici e terapeutici e rafforzano il ruolo del Santa Maria come HUB regionale. Il bacino di utenza diretto è stimato in circa 200.000 abitanti, con benefici immediati per i pazienti fragili e cronici che necessitano di percorsi multidisciplinari fluidi tra clinici, specialisti e laboratorio.

“La crescita dell’attività registrata in Reumatologia e il salto di qualità del Laboratorio di Microbiologia” — ha dichiarato il direttore generale del Santa Maria, dottor Andrea Casciari — “dimostrano che investire in spazi adeguati, tecnologie moderne e percorsi dedicati genera benefici immediati per i cittadini e per l’intero sistema sanitario. Questi interventi rafforzano il ruolo del Santa Maria come punto di riferimento regionale e rappresentano un passo importante nella gestione delle cronicità, delle infezioni e dei bisogni emergenti del territorio”.

La presidente Proietti ha sottolineato la dimensione politico-istituzionale dell’operazione: “È fondamentale investire e lavorare in rete. Per abbattere la mobilità passiva non bisogna chiudersi, ma bisogna aprirsi anche con quegli accordi interregionali che noi stiamo portando avanti, come quello con la Toscana”.

Riduzione della mobilità passiva: l’obiettivo strategico della sanità umbra

Il potenziamento del Santa Maria si inserisce in una strategia più ampia di riorganizzazione della sanità umbra, orientata a trattenere sul territorio le prestazioni specialistiche oggi migrate verso altre regioni. La combinazione tra nuovi spazi ambulatoriali, tecnologie diagnostiche avanzate e flussi di lavoro ottimizzati rappresenta la risposta concreta a una domanda sanitaria in costante crescita, con un impatto misurabile sull’efficienza del sistema e sulla qualità percepita dai pazienti.

Redazione

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