Scontro Bandecchi-Nevi dopo la sospensione di Ferranti: chi ha assunto chi?

La vicenda del vicepresidente della Provincia diventa un caso nazionale: al centro, i presunti legami economici tra il sindaco imprenditore, il deputato e Unicusano. Centrosinistra annuncia interrogazioni, Nevi minaccia querele

Esplode un caso dopo la sospensione del consigliere comunale Francesco Ferranti da Forza Italia per aver accettato la vicepresidenza della Provincia dal sindaco Bandecchi.

Il sindaco e presidente della Provincia, nonchè fondatore di Unicusano passa all’attacco, ricordando come dall’8 marzo 2019 una stretta collaboratrice dell’onorevole Nevi sarebbe stata stipendiata dalle sue società: prima da “Scienze Umane”, poi — dal primo agosto 2024 — da Unicusano. Il costo dichiarato è di 5.500 euro al mese, per un totale che Bandecchi quantifica in oltre 460.000 euro. A questo si aggiunge il finanziamento di campagne elettorali.

A scatenare il caso è stato lo stesso Bandecchi, fondatore dell’università telematica Unicusano, che ha scelto di rispondere alla sospensione di Ferranti rivelando pubblicamente l’esistenza di un presunto rapporto economico con l’onorevole Nevi. Secondo il sindaco, dall’8 marzo 2019 una stretta collaboratrice del parlamentare azzurro sarebbe stata retribuita dalle sue società: inizialmente da “Scienze Umane”, poi — dal primo agosto 2024 — da Unicusano. Il costo indicato è di “5.500 euro al mese”, per un totale che Bandecchi quantifica in “più di 460.000 euro” ad oggi. Soldi ai quali si aggiungono i noti finanziamenti alle campagne elettoriali

La stessa incoerenza era stata sottolineata da Ferranti dopo la sua sospensione: “Bandecchi orbita nel Partito Popolare Europeo, ci siamo alleati alle Regionali in Umbria e alle elezioni comunali in molte città tra cui Genova”. Il consigliere aveva inoltre ricordato che “Bandecchi ha pubblicamente finanziato la campagna elettorale di un esponente ternano del partito alle ultime elezioni politiche del 2022 con ben 30mila euro”.

Le reazioni dell’opposizione e le interrogazioni parlamentari

La vicenda è stata immediatamente raccolta dalle opposizioni. Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra ha dichiarato che “se le affermazioni di Bandecchi corrispondessero al vero saremmo di fronte all’ennesimo caso di conflitto e commistione di interessi economici e politici”, puntando il dito su un elemento specifico: “Forza Italia è il partito che occupa il Ministero dell’Università, proprio lo stesso che ha alleggerito gli obblighi a carico delle università telematiche permettendo a Bandecchi di continuare a produrre profitti per i quali è stato anche rinviato a giudizio per evasione fiscale”. La parlamentare umbra ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare alla Camera.

Analoga iniziativa è stata annunciata dalla deputata del Movimento Cinque Stelle Emma Pavanelli, per la quale le dichiarazioni di Bandecchi “configurano — se confermate — un fatto di estrema rilevanza politica e istituzionale”. Pavanelli ha evidenziato la contraddizione di fondo: “da un lato, si invocano sanzioni interne per presunte ‘vicinanze’ politiche e, dall’altro, emergono — almeno sul piano dichiarativo — rapporti economici di ben altra natura e consistenza”, definendo la situazione “l’ennesima manifestazione di una zona grigia in cui politica e interessi economici si intrecciano in modo opaco”. La deputata ha chiesto “un chiarimento pubblico, tempestivo e circostanziato da parte dell’onorevole Nevi, nonché una presa di posizione chiara da parte di Forza Italia a tutti i livelli”.

La smentita di Nevi: “È vero esattamente il contrario”

Il parlamentare Raffaele Nevi ha risposto con una nota in cui ha definito “completamente falso” quanto affermato da Bandecchi, ribaltando la ricostruzione dei fatti. Secondo Nevi, non fu lui ad avere una collaboratrice stipendiata dall’università del sindaco, ma fu Bandecchi stesso, nel marzo 2019, “a chiedermi di accogliere una dipendente della sua Università, che all’epoca non conoscevo, presso la mia segreteria alla Camera dei Deputati”, con l’obiettivo di consentirle “di fare un’esperienza di apprendimento del processo legislativo”.

Nevi ha precisato di aver stipulato “un formale contratto di collaborazione” e che la donna “è sempre rimasta una dipendente dell’Università delle Scienze Umane”. Sulle somme citate da Bandecchi, il parlamentare è netto: “ammesso che siano vere, non le conosco e non le ho mai conosciute”. Il rapporto si sarebbe concluso nel 2022, con la fine della legislatura e la rottura politica con Bandecchi. Dal 2023, la collaboratrice è stata “contrattualizzata direttamente dal gruppo parlamentare, senza alcuna intermediazione dell’Università o del sig. Bandecchi”.

Nevi ha infine annunciato di aver “dato mandato ai propri legali di valutare eventuali profili di diffamazione”, nei confronti di Ferranti, Bandecchi e degli organi di informazione che hanno riportato le dichiarazioni “senza alcun contraddittorio”.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
1 Comment
più nuovi
più vecchi più votati
Pierluigi rainone
5 mesi fa

La vicenda conferma la necessità di chiudere le università telematiche private a cominciare da quelle che non sono in regola con i requisiti stabiliti dall’ Agenzia nazionale per la valutazione dell’ insegnamento universitario(e la Unicusano è tra queste).

Articoli correlati

Regione Umbria dà il via libera al progetto Stadio-Clinica di Terni: Bandecchi rivendica il merito,...
La giunta regionale: "Si rientra nella legalità, il Comune può procedere con i permessi"...
Il sindaco replica alle critiche social degli ex componenti di giunta, il vicesindaco uscente Corridore...

Altre notizie