Nel processo per diffamazione che vede imputato il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, è stata presentata un’offerta risarcitoria di 3mila euro nei confronti dell’imprenditore ternano Amerigo Marzi. proprietario di AM Terni Television. L’udienza si è svolta martedì mattina davanti al giudice Elisa Fornaro, che ha disposto il rinvio al prossimo 7 luglio per consentire alle parti di esprimere le proprie valutazioni. Il procedimento trae origine da un post pubblicato su Instagram nel novembre 2024, ritenuto offensivo dalla parte lesa.
Il primo cittadino non era presente in aula ed è stato rappresentato dagli avvocati Giorgio Panebianco del Foro di Terni e Sara Crescenzi dello studio Morlacchini di Roma. L’offerta, formalizzata tramite assegno, è stata avanzata ai sensi dell’articolo 162 ter del Codice Penale, che prevede l’estinzione del reato in caso di risarcimento del danno accettato dalla persona offesa o ritenuto congruo dal giudice.
La decisione di aggiornare l’udienza è stata presa per permettere alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Dino Parroni, di valutare la proposta e riferire in aula nel prossimo appuntamento già fissato. Il giudice ha inoltre sottolineato un elemento ritenuto rilevante ai fini della valutazione: il contenuto oggetto del procedimento risulta ancora pubblicato sui social.
Durante l’udienza, l’avvocato della parte offesa ha evidenziato: «Vengo a conoscenza oggi di tale passo, ma non posso che osservare che il post Instagram che riteniamo diffamatoria sia ancora online. Aspetto che mi fa escludere qualsiasi pentimento da parte di Bandecchi».
Dal canto suo, il giudice ha rilevato la mancata rimozione del contenuto, elemento che potrebbe incidere sulla valutazione complessiva della condotta. La difesa del sindaco ha invece sostenuto una diversa interpretazione dei fatti, affermando che il post non sarebbe diffamatorio e che la sua analisi dovrebbe tenere conto del contesto social e dei rapporti pregressi tra le parti. «Riteniamo in ogni caso l’offerta congrua», hanno dichiarato i legali.
La vicenda giudiziaria si inserisce in un contesto di confronto tra le parti che prosegue anche fuori dall’aula. L’imprenditore Amerigo Marzi ha commentato la proposta dichiarando: “Non ci resta che ridere”.
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