Il Consiglio provinciale di Terni ha respinto, nella seduta del 25 maggio, il piano strategico triennale 2026-2028, il budget 2026 e il piano assunzioni 2026 di PuntoZero Scarl, la società partecipata che eroga servizi sul territorio. La votazione ha registrato 7 voti contrari e 2 astensioni, con il diniego motivato principalmente dalle perplessità emerse attorno alle scelte occupazionali dell’azienda e, in particolare, dal mancato rinnovo del contratto di un giovane con disabilità uditiva.
La vicenda di Emanuele al centro del dibattito
A ricostruire la vicenda in Consiglio è stato il presidente e sindaco Stefano Bandecchi, che ha illustrato il caso di Emanuele, un ragazzo con deficit uditivo il cui contratto interinale, attivo da febbraio 2023, non è stato rinnovato alla scadenza, nel febbraio 2025. Il giovane, descritto come capace di parlare e di svolgere attività anche complesse — tra cui suonare strumenti musicali — si trova attualmente ricoverato in ospedale per una malattia che, secondo Bandecchi, sarebbe riconducibile anche allo stress generato dalla perdita del lavoro.
“Emanuele aveva un contratto interinale da febbraio 2023 che ha mantenuto fino a febbraio 2025, dopodiché, una volta scaduto, non gli è stato più rinnovato”, ha dichiarato Bandecchi, aggiungendo che il ragazzo “non è stato riassunto avendo invece diritto sia ad un lavoro che ad una vita dignitosa”.
Dubbi sulla trasparenza del piano assunzionale
Il presidente ha espresso forti riserve sui criteri adottati da PuntoZero Scarl nella definizione del piano assunzioni, sollevando il sospetto che le scelte occupazionali rispondano a logiche non del tutto trasparenti. “Vorremmo capire bene questo piano assunzionale, come vengono decise le assunzioni, quali criteri e quali modalità si sono scelte, perché sospettiamo che qualcosa non vada come dovrebbe andare”, ha affermato, paventando il rischio che le decisioni siano “più vicine a logiche strane, non vorremmo clientelari, piuttosto che a quelle della corretta esigenza di crescita e sviluppo aziendale e di rispetto del diritto al lavoro”. Bandecchi ha annunciato approfondimenti personali sulla vicenda, non mancando di osservare come situazioni simili “dovrebbero ben essere comprese da una Regione di sinistra”.

Le posizioni dei gruppi consiliari
Il voto contrario ha avuto carattere trasversale. I consiglieri Marco Bruni e David Melone di Fratelli d’Italia hanno motivato il loro diniego con la necessità di compiere ulteriori verifiche sul piano assunzioni, “anche in relazione alle normative che tutelano le persone svantaggiate”. Il richiamo alla normativa sul collocamento obbligatorio e alle tutele previste per le categorie protette è stato dunque al centro del ragionamento dei due esponenti del centrodestra.
Diversa la posizione di Marsilio Marinelli, capogruppo di Nuova Provincia Terni, che ha optato per l’astensione. Marinelli ha condiviso la necessità di fare chiarezza sulla questione, pur tenendo conto dei servizi rilevanti erogati dalla società: “considerando i servizi importanti che PuntoZero eroga”, ha spiegato, motivando così una scelta di cautela rispetto a un voto contrario netto.
Il quadro normativo di riferimento
La vicenda richiama le disposizioni della legge 68 del 1999 sul diritto al lavoro dei disabili, che impone alle aziende con determinati requisiti dimensionali l’assunzione di una quota di lavoratori appartenenti alle categorie protette. Il mancato rinnovo del contratto di un portatore di handicap in possesso dei requisiti lavorativi solleva interrogativi sulla corretta applicazione di tali obblighi da parte di una società a partecipazione pubblica.
Iter dei documenti e prossimi passi
Con il voto del 25 maggio, i tre documenti di programmazione di PuntoZero Scarl — piano strategico, budget annuale e piano assunzioni — restano privi dell’approvazione consiliare. Il blocco imposto dall’assemblea apre una fase di verifica e revisione, in cui le motivazioni espresse dai consiglieri dovranno trovare risposta da parte della società partecipata prima di un nuovo esame in sede istituzionale.
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