La USL Umbria 2 ha registrato nel primo quadrimestre del 2026 una crescita significativa delle prestazioni sanitarie erogate, con 76.490 prestazioni monitorate da Agenas, segnando un incremento del 5% rispetto all’anno precedente e di oltre il 10% rispetto al 2024. Il dato emerge da un percorso di riorganizzazione avviato dalla Direzione Aziendale nella seconda metà del 2025, che ha coinvolto gli ospedali di Foligno, Spoleto e Orvieto e l’intera rete territoriale dell’Umbria meridionale. Lo comunica la Asl Umbria 2 in una nota.
Il settore che ha mostrato la crescita più marcata è la diagnostica per immagini, con un aumento dell’8,82% rispetto al 2025 e dell’11,31% rispetto al 2024. Il risultato è stato ottenuto attraverso l’estensione delle attività nelle fasce serali e festive, la revisione delle agende e una gestione più dinamica delle priorità cliniche nei presidi ospedalieri di Foligno e Spoleto.
Sul fronte delle liste di attesa, il recupero prosegue in modo sistematico. Nel 2025 erano state recuperate 212.948 prestazioni; nei soli primi quattro mesi del 2026 ne sono state prenotate circa 120.000 in Percorso di Tutela. Il 98,98% delle richieste inserite negli ultimi mesi del 2025 risulta già soddisfatto, con una quota residua inferiore al 2% ancora in fase di completamento.
Un elemento centrale del piano di sviluppo riguarda il rafforzamento degli organici in area radiologica. La USL Umbria 2 ha inserito nel piano dei fabbisogni 2026 nuovi medici specialisti e tecnici sanitari di radiologia, in un contesto nazionale caratterizzato da diffuse carenze di professionisti. In particolare, l’Ospedale di Orvieto beneficerà dell’assunzione di nuovi radiologi, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità organizzativa e ampliare la capacità diagnostica dell’intera rete aziendale.
Risultati positivi emergono anche in ambito chirurgico, grazie alla revisione delle liste operatorie e all’ottimizzazione della programmazione degli interventi. Parallelamente, l’Azienda punta sul modello integrato ospedale-territorio previsto dal DM 77/2022, con le Case della Comunità come fulcro dell’assistenza di prossimità per anziani, disabili e persone fragili.
Sul fronte della specialistica ambulatoriale, determinante è stato l’accordo aziendale con il sindacato SUMAI, che ha consentito di ampliare ulteriormente l’offerta. «I risultati raggiunti sono il frutto di un grande lavoro collettivo e della capacità di fare squadra tra professionisti, strutture e istituzioni», ha dichiarato il Direttore Generale Roberto Noto, sottolineando come gli investimenti tecnologici e il rafforzamento degli organici facciano parte di un progetto unitario orientato all’efficienza e all’accessibilità dei servizi.
Stasera la fiaccolata: forze divise, niente Ap e Patto Avanti
Stasera alle 21 si tornerà a parlare del tema con la fiaccolata organizzata dal centrodestra contro la paventata volontà da parte della Regione di accorpare le due aziende sanitarie con sede unica a Foligno. Alla fiaccolata aderisce tutto il centrodestra compatto (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Umbria Civica, Noi Moderati), oltre al Partito Liberaldemocratico, che però chiede che le competenze passino allo Stato e che in caso di tagli, Terni sia il centro della sede unica. Non aderisce invece il Patto Avanti, con in testa il Pd, che pure si dice contrario all’accorpamento
Non aderisce nemmeno Alternativa Popolare, che ha bocciato la mozione presentata dal centrodestra che impegnava la Giunta a partecipare. Sara Francescangeli, presidente del Consiglio, ha ricordato come l’attuale amministrazione avesse già promosso ben tre manifestazioni a Perugia per l’ospedale di Terni, eventi che erano stati completamente disertati dalle opposizioni di centrodestra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. “Non partecerò alla manifestazione del centrodestra organizzata per le ASL perché ritengo che prima di quella avrebbero dovuto partecipare a quella per l’ospedale”, ha detto. Ap ha comunque sottolineato la gravità della situazione evidenziando come le voci sull’Asl unica trovono riscontro nelle preoccupazioni sindacali. Il timore concreto riguarda lo spostamento della sede centrale a Foligno o Assisi e, soprattutto, una bozza del Piano Sanitario Regionale che ridurrebbe i posti letto dell’ospedale di Terni da 600 a 450, determinando la perdita della qualifica di DEA di secondo livello.
Il corteo attraverserà il cuore della città, da Piazza della Repubblica fino a Piazza Tacito
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