Nuovo centro commerciale in via del centenario, Confocommercio contesta la scelta

Nuove critiche al Dpac approvato dal Comune: "Si penalizza il commercio di vicinato"

Le possibili ulteriori varianti al progetto originario per una nuova media superficie di vendita con destinazione alimentare e non alimentare in via del Centenario, confermerebbe la fondatezza delle perplessità già manifestate da Confcommercio in relazione alla variazione apportata nell’ottobre 2024 al Decreto di programmazione delle attività commerciali. L’intervento, infatti, risulta autorizzabile esclusivamente in virtù di quelle modifiche. E ora, la stessa associazione di categoria prende posizione, affermando che le autorizzazioni al nuovo esercizio derivano proprio dalla possibilità di autorizzare in deroga una media superficie di vendita fino a 1.500 metri quadrati in una delle cosiddette ‘aree critiche’ dove prima si poteva autorizzare fino a 900 metri quadrati. L’area in questione, in particolare, presenta criticità sul piano dell’impatto ambientale e del traffico. Da qui, la richiesta di valutare attentamente gli effetti che le modifiche apportate al decreto di programmazione possono produrre sull’intero sistema commerciale cittadino e, più in generale, sulla qualità della vita della comunità.

Le criticità

Confcommercio fa riferimento anche ad altri interventi collegati al progetto, cioè la realizzazione di una nuova rotatoria e di un percorso ciclopedonale di collegamento tra il nuovo insediamento commerciale e la pista ciclabile Rivo-Bramante. “Tali interventi – dice l’associazione di categoria – confermano la presenza di criticità infrastrutturali che rendono necessario interrogarsi sulla reale consistenza dell’intervento di rigenerazione urbana posto a fondamento del rilascio di un’autorizzazione commerciale di categoria M2, anziché M1, come originariamente previsto per quell’ambito territoriale“. Un intervento di questo tipo, se da una parte determina vantaggi economici per l’amministrazione comunale, dall’altra aggira i limiti dimensionali posti per le diverse aree e rischia di produrre ulteriori squilibri a danno dell’intero sistema della distribuzione. Di conseguenza, resterebbero ancora una volta penalizzati gli esercizi commerciali di vicinato. “Le politiche di sostegno e rilancio del centro cittadino – dice Confcommercio – rappresentano una priorità strategica, ma non possono tradursi, sul piano della programmazione commerciale, in un progressivo superamento delle regole poste a tutela dell’equilibrio del sistema distributivo. Esistono infatti motivi imperativi di interesse generale che giustificano interventi volti a regolamentare lo sviluppo delle medie superfici di vendita di dimensioni superiori come le M2 e le M3, evitando che esso sia determinato prevalentemente da logiche di natura immobiliare“.

Ulteriori approfondimenti

Riguardo al progetto, però, arriva anche una novità, dalla Prima commissione consiliare di palazzo Spada, che non ha dato il via libera alla cosa. Proprio Alternativa popolare, partito di maggioranza, ha chiesto che prima di passare al voto vero e proprio si facciano ulteriori approfondimenti sulla questione in relazione specificatamente all’aspetto delle opere urbanistiche legate al progeto stesso. Il tutto, dunque, dovrebbe essere rimandato di almeno una settimana.

Redazione

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