Nuovo ospedale Terni, FN: “Dalla Regione solo il gioco delle tre carte”

Il responsabile sanità del Comitato 94 di Futuro Nazionale Terni interviene dopo le dichiarazioni della presidente della Regione, ripercorrendo il confronto degli ultimi anni sul progetto del nuovo Santa Maria.

Si riaccende il confronto politico sul nuovo ospedale di Terni. Mario Gallini, responsabile sanità del Comitato 94 di Futuro Nazionale Terni, replica a un’intervista della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, ricostruendo dal proprio punto di vista gli ultimi tre anni del dibattito sulla futura struttura sanitaria. Al centro dell’intervento ci sono localizzazione, finanziamenti e caratteristiche del nuovo ospedale, con Gallini che richiama il precedente progetto discusso durante la Giunta regionale guidata da Donatella Tesei e critica l’ipotesi dell’area di Sabbioni e il possibile ricorso a finanziamenti INAIL.

«Per onore di verità, è necessario ripercorrere un po’ degli ultimi 3 anni di vita politica regionale», afferma Gallini, ricordando come il dossier sul nuovo ospedale sia diventato uno dei principali temi sanitari cittadini dopo l’insediamento di Stefano Bandecchi alla guida del Comune di Terni.

Gallini sostiene di avere seguito personalmente l’iter politico e tecnico e ricorda il confronto tra Comune di Terni e Regione Umbria durante la presidenza Tesei, fatto, secondo la sua ricostruzione, di discussioni, incontri, contrasti e successive riaperture del dialogo.

Il responsabile sanità del Comitato 94 concentra quindi l’attenzione sulle risorse che sarebbero state disponibili circa due anni fa. «La Regione Umbria era disposta ad erogare subito 128 milioni di euro per il nuovo Ospedale. Altri 200 milioni di euro erano stati promessi dal Governo per un totale di 328 milioni», afferma.

Secondo Gallini, queste risorse non sarebbero state sufficienti a costruire un ospedale completamente nuovo in una zona diversa da quella dell’attuale Santa Maria di Terni, ma avrebbero potuto finanziare una struttura da circa 600 posti letto accanto all’ospedale esistente.

La soluzione, nella ricostruzione fornita da Gallini, avrebbe permesso di continuare a utilizzare alcune infrastrutture già presenti. Tra queste cita i bunker sotterranei destinati alle attività che impiegano materiali radioattivi, il blocco centrale delle sale operatorie e la facoltà di medicina dell’Università a Terni.

Per la costruzione sarebbe stata individuata l’area dell’attuale parcheggio esterno e quella che si estende verso viale Trieste. Il progetto, prosegue Gallini, prevedeva inoltre la realizzazione di un IRCCS, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, sempre con una dotazione prevista di 600 posti letto.

«Era tutto pronto quando sul progetto è calata la mannaia delle elezioni regionali», sostiene il responsabile sanità del Comitato 94. Gallini contesta quindi le scelte compiute dopo il cambio di amministrazione regionale, collegando la questione ospedaliera anche al dibattito sui conti della sanità umbra e all’aumento della pressione fiscale deciso dalla Regione.

Una delle critiche principali riguarda il possibile ricorso all’INAIL per finanziare il nuovo ospedale. Gallini parla di «vecchia idea del prestito INAIL» e contesta le conseguenze economiche che, a suo giudizio, questa soluzione avrebbe nel lungo periodo.

Altro nodo è quello della localizzazione. Gallini critica apertamente l’ipotesi Sabbioni, indicando una serie di elementi che, a suo giudizio, dovrebbero essere valutati prima di scegliere definitivamente l’area.

Nel suo intervento richiama le caratteristiche del terreno, la vicinanza al territorio comunale di Narni, quella con l’inceneritore e la presenza di una fabbrica di mangimi. Gallini lega inoltre la scelta per il nuovo ospedale ternano al progetto del nuovo ospedale di Narni, interrogandosi sulla futura organizzazione delle due strutture qualora sorgessero a breve distanza.

Il responsabile sanità del Comitato 94 richiama poi gli interventi previsti sull’attuale Santa Maria. «Nel frattempo, guarda caso, sono stati stanziati 6 milioni e mezzo di euro per adeguare il vecchio ospedale alle norme antisismiche vigenti», afferma.

Secondo Gallini, una volta conclusi questi lavori, l’attuale struttura potrebbe continuare a essere utilizzata ancora a lungo. Un elemento che, nella sua lettura, rende necessario chiarire quale sia la strategia complessiva della Regione sul futuro della sanità ternana e sul rapporto tra il vecchio presidio e il progetto di una nuova struttura.

La replica si chiude con un attacco politico alla Giunta Proietti e alla gestione del dossier sanitario regionale. «Quindi, senza sapere dove sta la carta vincente, oggi assistiamo a questo giochino delle 3 carte e non è un caso che la delega alla Sanità se la sia tenuta ben stretta la Governatrice», conclude Gallini.

Redazione

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