Si è svolto nel tardo pomeriggio del 13 Ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, un nuovo incontro sulla vertenza Moplefan. Al tavolo sono emersi elementi di novità sulla possibile acquisizione dell’azienda da parte di un nuovo investitore, Sergej Henz, intervenuto direttamente alla riunione. L’assessore allo Sviluppo Economico Sergio Cardinali ha definito la prospettiva meritevole di attenzione, ma ha invitato a mantenere prudenza, perché non esiste ancora un accordo definitivo e vincolante.
L’operazione proposta dall’investitore
Henz ha confermato il proprio interesse a concludere l’operazione e ha illustrato il meccanismo previsto: la costituzione di una nuova società italiana, alla quale verrebbero trasferite le attività produttive di Moplefan. Secondo quanto esposto durante la riunione, le risorse finanziarie messe in campo dovrebbero servire a gestire le esposizioni debitorie, a garantire la tutela dei lavoratori e a permettere la ripresa della produzione.
La posizione del Comune
Cardinali ha preso atto delle novità, ma ha ribadito la necessità di un approccio cauto: “Prendiamo atto delle novità rappresentate oggi al Ministero ma riteniamo necessario mantenere un atteggiamento di grande prudenza”. L’assessore ha poi precisato che, “dopo mesi di difficoltà e incertezze, non possiamo considerare risolta una vertenza sulla base di dichiarazioni di disponibilità, per quanto incoraggianti”. Le condizioni indicate sono chiare: “Occorrono un accordo sottoscritto, risorse finanziarie effettivamente disponibili e un piano industriale verificabile”.
Nel corso dell’incontro l’assessore ha richiamato anche il possibile passaggio da una gestione imprenditoriale a una prevalentemente finanziaria, che a suo avviso “non deve indebolire la volontà di rilanciare concretamente l’attività produttiva”. Secondo Cardinali, “l’obiettivo non può essere soltanto il trasferimento della proprietà, ma la ricostruzione di una prospettiva industriale solida e duratura”.
I nodi ancora da sciogliere
Restano da chiarire diversi aspetti dell’operazione. Come ha spiegato lo stesso assessore, sono ancora da definire “l’effettiva consistenza delle risorse destinate alla ripartenza, il cronoprogramma di riattivazione degli impianti, le prospettive commerciali e le garanzie occupazionali”. Si tratta di elementi decisivi per valutare la credibilità industriale del progetto presentato al Ministero.
La scadenza della cassa integrazione
Il fattore tempo è considerato particolarmente delicato. Il prossimo 30 novembre scadrà l’attuale cassa integrazione straordinaria, mentre l’eventuale trasferimento dell’azienda alla nuova società richiederà ulteriori passaggi formali e giudiziari. Per Cardinali è “quindi indispensabile evitare che i tempi della trattativa compromettano le tutele dei lavoratori o la stessa possibilità di rilancio”.
La richiesta del Ministero e i prossimi passi
Il Comune ha condiviso la richiesta del Ministero di accelerare la definizione dell’offerta vincolante e di conoscere tempestivamente gli sviluppi della trattativa. L’amministrazione, ha spiegato l’assessore, continuerà a seguire la vicenda con la massima attenzione, “senza alimentare aspettative premature, ma anche senza rinunciare a sostenere ogni soluzione industrialmente credibile”.
La priorità, secondo Cardinali, resta la salvaguardia dei lavoratori e del patrimonio produttivo di Moplefan. Sul giudizio finale l’assessore ha indicato un criterio preciso: “Le intenzioni rappresentano un punto di partenza, ma saranno gli atti concreti, gli investimenti e la ripresa effettiva della produzione a consentirci di esprimere un giudizio positivo sulla conclusione della vertenza”.
Le parole dei sindacati
Così i sindacati di categoria: “In questo momento la priorità è attendere la formalizzazione dell’offerta vincolante, per garantire una prospettiva per i lavoratori. Una volta acquisita la proposta, sarà fondamentale aprire immediatamente il confronto su tutti gli aspetti chiave: dalla tutela della tenuta occupazionale del personale, ai dettagli sul piano industriale e sulla ripresa delle attività produttive”.
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