Società di capitali umbre avanti piano: sale la redditività, ma Terni deve ancora rincorrere

Il report della Camera di Commercio su oltre 15mila bilanci misura la redditività del capitale delle società umbre nel 2024: crescita in cinque anni, ma il divario con Italia, Marche e Toscana resta aperto.

Le società di capitali umbre hanno ottenuto nel 2024 un risultato operativo di 3,90 euro ogni cento euro impiegati nella loro attività. È quanto emerge da un report della Camera di Commercio, che ha analizzato oltre 15mila bilanci depositati lo scorso anno in Umbria. Il valore, corrispondente a un ROI del 3,90%, è inferiore a quello medio italiano.

Che cos’è il ROI e come si legge il dato

Nel linguaggio economico-finanziario il dato è espresso dal ROI (Return On Investment). L’indicatore mette in rapporto il risultato dell’attività aziendale con il capitale utilizzato per ottenerlo. Misura quindi la capacità delle imprese di far rendere le risorse investite. Il 3,90% umbro significa che ogni cento euro di capitale impiegato hanno prodotto, in media, 3,90 euro di risultato operativo.

Crescita in cinque anni, ma il divario resta

Secondo l’analisi, il ROI medio regionale è aumentato di 1,37 punti percentuali in cinque anni. La crescita non ha però cancellato la distanza dalla media nazionale né quella dalle regioni confinanti.

Il 4,35% registrato a livello italiano supera di 0,45 punti il valore umbro. Anche le Marche, con il 4,12%, e la Toscana, con il 4,01%, mostrano una redditività del capitale più alta di quella dell’Umbria, rispettivamente di 0,22 e 0,11 punti.

Perugia e Terni: le differenze tra le province

Il report segnala un certo divario anche all’interno della regione. Nella provincia di Perugia il ROI medio è del 3,97%, mentre nella provincia di Terni si ferma al 3,77%. Lo scarto tra i due territori è di 0,20 punti percentuali.

La classifica per settori economici

L’indagine distingue anche i risultati dei singoli settori produttivi. Nel 2024 la resa del capitale più alta è stata quella delle costruzioni, con un rendimento del 5,31%. Subito dopo, a brevissima distanza, si colloca la manifattura. Seguono il commercio e il turismo.

Per il turismo il report evidenzia un delta negativo di 1,38 punti rispetto alla media nazionale del comparto. È lo scarto più ampio tra tutti i settori considerati.

Servizi e agricoltura in fondo alla graduatoria

Nelle ultime posizioni compaiono gli altri servizi e l’agricoltura. Il comparto agricolo registra un ROI dello 0,33%, un valore che rende difficile mantenere un livello di sostenibilità economica per le aziende del settore. Si tratta, secondo quanto riportato, di una condizione comune in

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