Legionella a Terni, chiusi gli spogliatoi Tapojärvi dopo un caso di contagio

Ordinanza del sindaco Stefano Bandecchi dopo la positività di quattro campioni analizzati da Arpa Umbria. Stop all'utilizzo di docce, lavandini e fontanella fino alla verifica dell'efficacia degli interventi di bonifica.

Un caso di legionellosi tra i lavoratori della Tapojärvi a Terni ha portato all’adozione di un’ordinanza urgente per motivi di igiene e sanità pubblica. Il provvedimento, firmato dal sindaco Stefano Bandecchi, dispone l’interdizione di alcuni spogliatoi e il divieto di utilizzare docce, lavandini e una fontanella dopo che le analisi effettuate da Arpa Umbria hanno rilevato la presenza di Legionella pneumophila in quattro campioni d’acqua. Le misure interessano gli ambienti utilizzati dal personale della società finlandese, impegnata nel trattamento e recupero delle scorie derivanti dall’attività siderurgica di Arvedi-Ast, e resteranno in vigore fino all’esito favorevole dei controlli successivi alla decontaminazione.

Legionella negli spogliatoi Tapojärvi: quattro campioni positivi

Gli accertamenti sanitari sono stati avviati dopo che un dipendente della Tapojärvi è risultato colpito da legionellosi, un’infezione causata da batteri del genere Legionella che possono proliferare negli impianti idrici.

A seguito del caso, l’Usl Umbria 2 ha disposto verifiche e campionamenti negli ambienti utilizzati dai lavoratori della società, che opera all’interno del comparto siderurgico ternano.

Le successive analisi di Arpa Umbria hanno confermato la presenza di Legionella pneumophila in quattro campioni prelevati negli spogliatoi 3, 6 e 8 Tapojärvi uomini e nella struttura denominata “Fontanella 13”.

I risultati hanno determinato l’adozione di specifiche misure precauzionali per impedire l’utilizzo degli impianti interessati e procedere alla loro bonifica.

La presenza del batterio nelle reti idriche richiede particolare attenzione soprattutto negli ambienti dotati di docce e altri dispositivi che possono produrre aerosol, attraverso i quali la Legionella può essere inalata.

La legionellosi, infatti, si contrae principalmente respirando minuscole goccioline d’acqua contaminate disperse nell’aria. Non si trasmette normalmente da persona a persona e il rischio è legato soprattutto all’esposizione ad aerosol provenienti da impianti contaminati.

Ordinanza di Bandecchi: vietato l’accesso agli spogliatoi

L’ordinanza firmata dal sindaco Stefano Bandecchi stabilisce l’immediata interdizione degli ambienti nei quali è stata accertata la contaminazione.

Nel provvedimento viene disposto di:

“Interdire immediatamente l’accesso delle maestranze negli spogliatoi 3-6-8 Tapojarvi uomini e ‘Fontanella 13’ e di impedire l’utilizzo delle docce, dei lavandini e della fontanella per qualsiasi uso fino all’esito favorevole del primo controllo di follow-up”.

Il divieto riguarda quindi sia l’accesso dei lavoratori agli spogliatoi individuati sia l’utilizzo dei punti di erogazione dell’acqua interessati dalle verifiche.

La riapertura degli ambienti non potrà avvenire sulla sola base dell’esecuzione degli interventi di pulizia e disinfezione, ma sarà subordinata all’esito favorevole del primo controllo successivo alla bonifica.

La misura è finalizzata a evitare ulteriori esposizioni al batterio durante il periodo necessario per ripristinare condizioni di sicurezza negli impianti.

Bonifica degli impianti idrici con shock termico o iperclorazione

Il provvedimento comunale definisce anche le modalità degli interventi necessari per eliminare la contaminazione.

In particolare, viene richiesto di:

“Adottare immediatamente le misure di decontaminazione secondo le ‘Linee Guida per la prevenzione ed il controllo della Legionella del 2015’”.

L’ordinanza prescrive inoltre un trattamento di disinfezione dell’intero impianto idro-sanitario interessato, attraverso uno shock termico oppure un’iperclorazione shock.

Si tratta di procedure utilizzate per contrastare la presenza della Legionella nelle reti idriche. Lo shock termico prevede l’impiego di acqua ad alta temperatura, mentre l’iperclorazione consiste in un trattamento con concentrazioni elevate di cloro, applicato secondo specifici protocolli tecnici.

L’efficacia degli interventi dovrà essere verificata attraverso ulteriori analisi, necessarie ad accertare l’avvenuta rimozione della contaminazione.

I risultati dovranno essere comunicati al dipartimento competente dell’Usl Umbria 2 e alla direzione governo del territorio: decoro, manutenzioni, patrimonio, igiene e benessere animale del Comune di Terni.

Tapojärvi e Arvedi-Ast attivate dopo le prescrizioni dell’Usl

Le misure sanitarie coinvolgono principalmente la Tapojärvi, società finlandese specializzata nel trattamento e recupero delle scorie prodotte dall’attività siderurgica di Arvedi-Ast a Terni.

A seguito degli accertamenti, l’Usl Umbria 2 ha trasmesso una comunicazione contenente le prescrizioni da rispettare, indirizzate prevalentemente alla società finlandese e, per alcuni aspetti di competenza, anche ad Arvedi Ast.

Entrambe le aziende si sono attivate per eseguire gli interventi richiesti, provvedendo a trasmettere all’autorità sanitaria la documentazione relativa alle attività svolte.

Da viale Brin, sede del complesso siderurgico ternano, vengono fornite rassicurazioni sull’assenza di particolari criticità e sulla tempestività delle misure adottate per contenere il fenomeno.

La situazione resta comunque sottoposta alla vigilanza degli uffici competenti, chiamati a verificare il rispetto delle prescrizioni e l’effettiva efficacia delle operazioni di decontaminazione.

Redazione

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