La Nuova Ternana 1925 potrebbe disputare le prossime partite casalinghe lontano dallo stadio Libero Liberati. A rilanciare questa possibilità è stato Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e azionista di maggioranza della società rossoverde, attraverso un intervento pubblicato sui social nella serata di venerdì.
Le dichiarazioni sono arrivate in una giornata segnata anche dalle tensioni politiche legate alla mozione di sfiducia che le opposizioni si preparano a presentare in consiglio comunale.
Nel suo intervento, Bandecchi ha rivolto critiche agli avversari politici, arrivando a prospettare il trasferimento delle gare interne in un’altra città.
L’ipotesi ha suscitato preoccupazione tra i sostenitori della Ternana, storicamente legati allo stadio Liberati.
Quanto costa giocare al Liberati: fino a 23 mila euro a partita
Al centro della questione ci sono soprattutto le spese necessarie per organizzare gli incontri casalinghi.
Secondo quanto dichiarato da Bandecchi, ogni partita della Nuova Ternana al Liberati comporterebbe un costo compreso tra 22 mila e 23 mila euro.
Una cifra che il sindaco considera eccessiva per una società impegnata nel campionato di Serie D.
Bandecchi ha inoltre sostenuto che, durante la precedente esperienza in Serie B, la spesa per singolo incontro fosse di circa 13 mila euro.
Il confronto tra i costi attuali e quelli del passato viene utilizzato dal primo cittadino per motivare la ricerca di una soluzione alternativa.
L’obiettivo dichiarato è ridurre le uscite economiche legate all’utilizzo dell’impianto sportivo.
Civita Castellana, l’alternativa dal 22 novembre
Tra le possibili destinazioni indicate da Bandecchi figura Civita Castellana, in provincia di Viterbo, dove si trova lo stadio Enrico Madami.
Secondo le cifre riportate dal sindaco, giocare nell’impianto laziale costerebbe tra 5 mila e 6 mila euro a partita, una somma sensibilmente inferiore rispetto a quella sostenuta al Liberati.
Bandecchi ha affermato di avere già ricevuto una disponibilità a partire dal 22 novembre.
Questo non significa, tuttavia, che il trasferimento sia stato formalizzato.
Nel corso dello stesso intervento, infatti, il sindaco ha lasciato aperta la possibilità di mantenere le partite casalinghe a Terni.
Al momento si tratta quindi di un’ipotesi annunciata pubblicamente, non di un cambio di stadio già deciso.
Il risparmio stimato sulle partite casalinghe
Per spiegare la convenienza economica del possibile trasferimento, Bandecchi ha richiamato il risparmio ottenibile nell’arco della stagione.
La differenza indicata è di circa 17 mila euro per incontro.
Applicando questa cifra a venti partite, il risparmio teorico arriverebbe a 340 mila euro, vicino ai 350 mila euro citati dal sindaco.
Si tratta di una simulazione basata sui costi dichiarati da Bandecchi, non di un risparmio già realizzato.
Il primo cittadino ha sostenuto che una somma di queste dimensioni potrebbe essere utilizzata per altre finalità a beneficio della comunità ternana.
Stadio Liberati, tra problemi strutturali e futuro incerto
Il possibile trasferimento riporta l’attenzione sulle condizioni dello stadio Libero Liberati, impianto che ospita tradizionalmente le partite della Ternana.
La struttura presenta alcune criticità e la sua utilizzabilità viene periodicamente esaminata dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, anche attraverso il ricorso a deroghe.
Le difficoltà dell’impianto si inseriscono in un quadro più ampio, segnato dalle discussioni sul futuro dello stadio e sui progetti che ne avevano ipotizzato il rinnovamento.
Al momento, però, non emerge una soluzione imminente per la realizzazione di un nuovo impianto.
La questione economica sollevata da Bandecchi si aggiunge quindi alle problematiche già esistenti.
Tifosi in attesa di una decisione
L’eventualità di disputare le gare interne fuori città rappresenterebbe un cambiamento significativo per la squadra e per i suoi sostenitori.
Civita Castellana si trova infatti fuori dall’Umbria, e l’eventuale spostamento comporterebbe trasferte anche per i tifosi che intendono seguire le partite casalinghe.
Resta da capire se le dichiarazioni del sindaco si tradurranno in una scelta operativa oppure se prevarrà la volontà di continuare a utilizzare il Liberati.
La data del 22 novembre è stata indicata come prima possibile disponibilità dello stadio Madami, ma non è stata annunciata alcuna decisione definitiva.
Per il momento, il futuro delle gare interne della Nuova Ternana rimane aperto, tra esigenze di contenimento dei costi e legame sportivo con la città.
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Ok. Orvieto non è considerata? Almeno come vincolo affettivo.